La Procura della Repubblica è fortemente preoccupata del valore dei metalli presenti nei campioni d'acqua prelevati dai pozzi al servizio della discarica di Trani. Il decreto di dissequestro, emanato lo scorso 25 ottobre dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Michele Ruggiero, se da una parte offre motivi di ottimismo con riferimento all'inizio effettivo dei lavori di messa in sicurezza della discarica, dall'altra rappresenta un monito all'indirizzo di tutte le pubbliche amministrazioni che concorrono alla gestione dell'emergenza.
Infatti, nel suo provvedimento, Ruggero pone in risalto il fatto che «le risultanze analitiche dei campionamenti delle acque sotterranee che soggiacciono alla discarica attestano costantemente, dalla data del sequestro ad oggi, il superamento del valore limite, per i parametri nichel e manganese, rispettivamente ai pozzi denominati P2m e P6v». Tenendo conto del fatto che il sequestro del sito era stato disposto il 15 gennaio 2015, ed è quindi durato ventuno mesi e mezzo, la valutazione del pubblico ministero abbraccia un arco di tempo particolarmente ampio all'esito del quale, secondo quanto rileva, «ad oggi non risultano definite le procedure di messa in sicurezza e bonifica della discarica - scrive Ruggiero -, e di tanto occorre che vengano fornite spiegazioni a questa Autorità giudiziaria da Comune di Trani, Provincia di Barletta-Andria-Trani e Regione Puglia».
Sono questi, dunque, i motivi che hanno determinato il dissequestro della impianto di trattamento e smaltimento di rifiuti urbani, di proprietà del Comune di Trani e gestita da Amiu, dando mandato al sindaco «affinché proceda, senza ulteriore ritardo, alle procedure di bonifica e messa in sicurezza della discarica - raccomanda il titolare dell'inchiesta da cui era nato il sequestro - ed ai competenti uffici di Provincia e Regione per il monitoraggio e controlli successivi al dissequestro». All'Arpa, infine, il dovere di «proseguire controlli e verifiche».
In questo senso, sarà importante conoscere l'esito delle analisi realizzate lo scorso 20 ottobre, il cui rapporto sarà trasmesso nei prossimi giorni, tra gli altri, anche al pubblico ministero titolare e potrebbe rappresentare un importante punto nodale per lo sviluppo della vicenda e soprattutto, nei limiti dei tempi previsti dalla legge, in direzione dell'invocata accelerazione dei tempi per l'avvio dei lavori di copertura, messa in sicurezza, bonifica e chiusura dell'impianto. Il sindaco, Amedeo Bottaro, venerdì mattina è stato nuovamente in Regione per partecipare ad un altro tavolo interistituzionale, convocato proprio in seguito al decreto di dissequestro del sito di Contrada puro vecchio: intesa comune, subito le gare per iniziare i lavori.



