Si presenta ancora oltre i limiti il livello di manganese nel pozzo P6v della discarica di Trani sita in località “Puro vecchio”: il dato è di 79,9 microgrammi per litro, a fronte del valore limite, che dovrebbe essere di 50.
Il pozzo preso in esame è il più vicino al luogo dell'incidente alla base della chiusura della discarica, con perforazione della membrana e dispersione di percolato in falda. Nella norma, invece, il nichel (8,5, a fronte di un valore limite di 20), che nella precedente rilevazione era risultato essere oltre la soglia.
Il prelevamento è stato effettuato il 5 ottobre dal personale della “New kem”, di Modugno, e presenta la firma del chimico Gaetano Nuovo.
Conforta, anche, il ritorno del nichel al di sotto del valore limite al pozzo P2m: 13,3 microgrammi per litro a fronte dei 20 previsti. E questo è l'altro luogo di riferimento oggetto delle attenzioni della Procura della Repubblica di Trani.
Nel recente provvedimento di dissequestro della discarica il sostituto procuratore titolare dell'inchiesta, Michele Ruggiero, ha comunque richiamato la circostanza per cui i due metalli citati, per tutto l'arco di tempo intercorso tra il sequestro (15 gennaio 2015) ed il dissequestro (25 ottobre 2016) si sono mantenuti quasi sempre al di sopra dei limiti di legge.
Lo scorso 20 ottobre, inoltre, Arpa ha effettuato a sua volta delle analisi il cui esito, però, non è ancora noto. Si resta pertanto nell'attesa di conoscere se vi sia sostanziale coincidenza degli esiti e, sulla base di questi, la Procura potrà a sua volta ottenere maggiori informazioni per le valutazioni in merito al fascicolo aperto sull'ipotesi di disastro ambientale.

