Le emissioni di gas della discarica di Trani sono nella norma. È quanto si rileva dalle ultime analisi effettuate e rilasciate alla fine di settembre dalla New Kem, di Modugno, a firma del professor Gaetano Nuovo.
Si tratta, in particolare, dei livelli delle concentrazioni medie di azoto e zolfo: le concentrazioni medie di ossido di azoto (come biossido di azoto) sono presenti nella misura di 129 milligrammi riferiti ad un metro cubo di gas, a fronte di un limite di legge di 200; le concentrazioni medie di ossidi di zolfo (come anidride solforosa) si rilevano nella misura di 17 milligrammi riferiti ad un metro cubo di gas, a fronte di un limite di una soglia legale di 50.
A tali risultati si è giunti all'esito della caratterizzazione fluidodinamica stechiometrica del cosiddetto effluente gassoso, vale a dire il mezzo attraverso il quale una o più sostanze inquinanti vengono veicolate nell’ambiente, concorrendo a modificarne la qualità.
Le analisi hanno accertato una «variabilità naturale ed associata ai protocolli analitici che, nelle condizioni in cui è stato svolto il servizio, possiamo considerare comprese e variabili tra il 20 ed 40 per cento - scrive il professor Nuovo -. Pertanto, è possibile affermare che entrambi gli algoritmi restituiscano risultati statisticamente non significativamente differenti fra loro e, quindi, rappresentino una buona stima della portata effettiva dell'effluente gassoso oggetto di indagine».
Alla base di tutto, come è noto, vi sono le verifiche in corso sullo stato di sicurezza dello stabilimento Amiu di Trani che, nella relazione, viene definito «una ex discarica di rifiuti urbani in fase di gestione post operativa».
Le emissioni sono state rilevate da uno dei numerosi bruciatori di biogas di cui la discarica è attrezzata, e precisamente il bruciatore di Ht 100 Rib installato, come gli altri, al servizio del processo di allontanamento, previa aspirazione e combustione del biogas che si produce nell'attività anaerobica associata alla degradazione della sostanza organica presente nei materiali sepolti all'interno della discarica. Il bruciatore è collocato sul perimetro esterno della discarica, nella zona nord est.
«Il bruciatore - si legge nel rapporto tecnico - è completamente automatico ed è gestito da una centralina elettromeccanica che si rapporta costantemente con la portata e qualità del gas combustibile in ingresso, regolando successivamente il dosaggio dell'aria di combustione. La regolazione di un giusto eccesso di comburente è necessaria per ottenere una combustione ottimale dell'effluente sia dal punto di vista energetico, sia ambientale. Partendo dalla composizione media del biogas stimata preliminarmente, la combustione è regolata in funzione di uno specifico indicatore costituito dalla temperatura dell'effluente finale (fumi di combustione), che viene controllata in un punto posto immediatamente all'uscita della caldaia. Lungo il condotto sono stati predisposti diversi punti per l'ispezione analitica, costituiti da orifizi di circa un pollice, posti verticalmente in linea lungo il camino. I possibili punti di prelievo non sono ostruiti - si legge ancora nella relazione - ed alcuni di essi sono occupati da sonde necessarie alla regolazione automatica dell'impianto. L'accesso al camino è possibile solo con sonde dedicate all'analisi di gas di combustione e verifica fluidodinamica».
Nello specifico caso di quest'ultima analisi del biogas, prodotto dalla discarica di Trani, l'ispezione analitica è avvenuta dal punto superiore. Tenendo conto della portata dell'effluente gassoso rilevato in uscita dalla bruciatore, nonché delle informazioni messe a disposizione dei responsabili tecnici della manutenzione dell'impianto, per conto di Amiu e Comune, la New Kem ha stimato la portata finale dell'effluente gassoso mediante appositi algoritmi, dai quali si evince che le emissioni della discarica sono tutte dichiarate nella norma.

