Oltre 2 milioni di euro da recuperare, ed è solo una parte dei crediti vantati. La vicenda degli oneri dei costruttori convenzionati del contratto di quartiere Sant'Angelo si arricchisce di un nuovo capitolo, con riferimento al contenzioso in atto fra il Comune di Trani ed una delle tre imprese edili che, a suo tempo, ha edificato nell'ex zona 167.
Si tratta dell'impresa Scaringi, che ha proposto un nuovo ricorso a fronte del quale il Comune di Trani ha ritenuto necessario resistere in giudizio, conferendo all'avvocato Emilio Toma, cui aveva già affidato l'incarico di recuperare le somme dovute, l'estensione del mandato per una somma di 9000 euro.
La vicenda, come detto, si lega alla realizzazione del programma urbanistico denominato "Contratto di quartiere Sant'Angelo", approvato dal consiglio comunale nel 2004.
Il Comune individuava in tre imprese i soggetti attuatori, con i quali definiva specifici patti e convenzioni. In particolare, con l'Associazione temporanea di imprese "Scaringi costruzioni", si giungeva alla convenzione secondo cui il soggetto attuatore si impegnava «a corrispondere gli oneri aggiuntivi per la realizzazione, a cura del Comune di Trani, delle opere di urbanizzazione relative ai singoli lotti, oltre che oneri aggiuntivi, oneri contenzioso emergente, offerte migliorative, contributo di costruzione».
Tuttavia, non essendo risultato pervenuto alcun pagamento, il 6 ottobre 2014 il dirigente dell'Area urbanistica invitava il costruttore a corrispondere gli oneri aggiuntivi e quelli finanziari dovuti. E l'11 settembre 2015 il segretario generale, in qualità di dirigente del settore legale, conferiva incarico all'avvocato Toma per il recupero delle somme dovute.
Il Tar Puglia, a seguito di ricorso dello stesso avvocato Toma, il 16 giugno 2016 emetteva un decreto ingiuntivo, notificato all'impresa Scaringi il 17 agosto 2016, con il quale imponeva al costruttore il pagamento, in favore del Comune di Trani, di 2.100.000 euro, oltre interessi legali, spese e competenze del procedimento.
L'impresa Scaringi, difesa dall'avvocato Nicola Loconte, s'è opposta al decreto ingiuntivo proponendo un ricorso lo scorso 16 settembre: pertanto, il Comune ha ritenuto opportuno costituirsi nel giudizio per la difesa dei propri interessi, confermando il conferimento dell'incarico all'avvocato Toma.
Quello con l'impresa Scaringi è solo uno dei tre procedimenti che il Comune ha in itinere per il recupero degli oneri del contratto di quartiere. L'altra impresa da cui Palazzo di città, con analoga iniziativa, sta procedendo al recupero dei crediti, è quella di Cosimo Damiano Manna, che sarebbe debitrice di oltre 2 milioni e mezzo.
Con l'imprese Graziano e Gramc, per il recupero di oltre 2 milioni, lo scorso 1mo marzo il Comune e le parti hanno firmato una convenzione in cui le stesse si impegnano a versare, entro la fine del 2017, le intere somme dovute in cambio del permesso a costruire per il completamento dei lotti previsti nel progetto originario.
Alcuni pagamenti però, sarebbero avvenuti in maniera parziale e l'amministrazione comunale ha proceduto all'escussione della polizza fideiussoria ed all'avvio del procedimento di revoca del permesso a costruire.
I lavori, peraltro sono tuttora in corso perché l'amministrazione comunale si ritiene certa del recupero totale delle somme proprio attraverso l'assicurazione Gable, che ha rilasciato la fideiussione a garanzia degli interessi deal collettività.
Da questo intreccio di vicende, unite dal comune denominatore degli oneri non versati, o parzialmente versati, è nata anche l'inchiesta della Procura di Trani che, prorogata di altri mesi, allo stato ha cinque persone iscritte nel registro degli indagati.


