La lotta a «manifesto selvaggio» non avviene soltanto a colpi di rimozioni, sebbene in misura inferiore rispetto a quanto ci si aspetti. La città è tuttora fin troppo piena di impianti 6x3, pannelli di varie dimensioni e totem pubblicitari piazzati un po' ovunque, spesso e volentieri costituendo disturbo per gli automobilisti ed intralcio per i pedoni. E molti di questi sarebbero privi di una vera e propria autorizzazione comunale, soprattutto con riferimento a quelli sorti prima del 5 marzo 2015, giorno dell'approvazione del nuovo Piano degli impianti pubblicitari.
Ma è anche vero che, prima dell'avvento di quel regolamento, le autorità competenti non solo non erano rimaste indifferenti al problema, ma spesso si distinguevano per interventi anche particolarmente complessi, con sanzioni e rimozioni in serie. Quando si era in presenza di palesi violazioni delle norme, talvolta anche nell'atto stesso dell'installazione degli impianti ritenuti abusivi, le attività di contrasto si eseguivano e, successivamente, si definivano con l'irrogazione di pesanti sanzioni.
È proprio ad una di queste, dell'importo di oltre 100mila euro, che una delle principali società che gestiscono la cartellonistica pubblicitaria nel territorio, la Mas, ha citato il Comune di Trani, la Prefettura di Bari e la società Equitalia servizi di riscossione per chiedere l'annullamento della cartella esattoriale con la quale le veniva richiesto il pagamento di 101.666 euro, inerente verbali di violazione redatti dagli agenti della Polizia locale di Trani, per violazioni al Codice della strada, nonché ordinanze emesse dalla Prefettura della Provincia di Bari.
L'atto di citazione è stato iscritto a ruolo presso il Tribunale civile di Trani e l'udienza si terrà il 22 febbraio 2017. Il Comune ha ritenuto opportuno resistere nel giudizio per fare valere tutti gli interessi difensivi nell'interesse dell'ente, con particolare riferimento all'onerosa richiesta di pagamento formulata dalla controparte. Pertanto, il dirigente del Settore contenzioso, Carlo Casalino, ha affidato l'incarico della tutela degli interessi del Comune all'avvocato Michele Capurso, responsabile dell'Ufficio legale.
A quanto si è appreso, si tratta di almeno cinquanta verbali di violazione del Codice della strada, ed altro, redatti tra nel 2012 e che si completarono con numerose rimozioni da parte degli agenti della Polizia locale. Quasi sempre, quelle azioni hanno determinato ricorsi all'autorità giudiziaria da parte degli imprenditori interessati, che hanno spesso lamentato l'assenza di un regolamento che disciplinasse il settore, e senza il quale sarebbe stato possibile un po' per tutti installare impianti.





