Le criticità dei marciapiedi della città non sono cosa nuova: alcuni sono parzialmente rovinati, su altri non si può neanche marciare a piedi. C'è, poi, una fascia intermedia, un limbo che comprende marciapiedi non proprio disastrati, ma neanche nuovi di zecca, anzi. È il caso, questo, del marciapiede di via Amedeo, compreso tra via Cavour e via Ciardi, quello di fronte alla sede del Tribunale del lavoro.
Esso presenta vistosi avvallamenti, che, quando piove, si riempiono d'acqua (acqua che, peraltro, si infiltra nella pavimentazione, facendola franare sempre più); mattoncini frantumati o persino divelti; porzioni di pavimento costituite non da mattoncini, ma da un agglomerato di pietre e cemento.
Il tutto in prossimità, come si è detto, di un tribunale. Ma, forse, proprio quest'ultimo ha una parte non indifferente nello sprofondamento del marciapiede. In effetti, in particolare di mattina, esso deve sostenere il carico di numerose automobili, che lo invadono per più di tre quarti, lasciando dunque poco spazio ai pedoni. Stessa storia si ripete sul marciapiede di via Ciardi, compreso tra via Amedeo e via Umberto.
Il posizionamento dei veicoli sul marciapiede è anche forzato: infatti, come da noi già fatto rilevare, se gli automobilisti parcheggiassero normalmente sulla carreggiata, non vi sarebbe spazio sufficiente per il transito al centro. Ed il paradosso è che sostano con le ruote sul marciapiede coloro che pagano il grattino, trattandosi di lato riservato al parcheggio al pagamento.
Tutto ciò ci fa capire che, oltre al senso di civiltà, a Trani manca un'altra cosa: i parcheggi. In effetti, durante i momenti di maggior afflusso al tribunale, si avverte ancora di più la cronica carenza di parcheggi in città. Esigenza a cui avrebbe dovuto ottemperare il parcheggio di piazza XX Settembre, mai, però, entrato in funzione e di cui, ad oggi, non è possibile capire le sorti.
Stefano Mastromauro





