La nottata tranese è stata nuovamente scossa da un boato, che si è udito in buona parte del centro abitato. È accaduto all'1.15 e questa volta, ad essere preso di mira, è stato un locale al civico 14 di via Francesco Ferrara (strada del quartiere di via Andria alle spalle della cosiddetta «pinetina», denominata piazza Papa Giovanni Paolo II), all'intersezione con via Francesco Sarlo.
L'ordigno ha fatto cadere una parte dello stipite lapideo della serranda e creato un buco sulla pavimentazione, mentre la saracinesca sembra sia rimasta integra. I frammenti di pietra sono stati scagliati a centro strada ed un paio sono arrivati sul marciapiede di fronte.
Il locale presenta i segni di un cartello di affittasi rimosso, non se ne conosce ancora il propritario e, secondo quanto si è appreso, ospita un circolo ricreativo frequentato prevalentemente da giovani.
I residenti si sono spaventati, ma nessuno ha chiamato le forze dell'ordine per segnalare l'accaduto: parola d'ordine, omertà.
Sono stati soltanto dei passanti a farlo, dopo essersi resi conto dell'anomalo stato dei luoghi e dell'odore di bruciato che proveniva ancora dal punto dell'esplosione.
Gli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza sono tempestivamente giunti sul posto ed hanno effettuato i primi rilievi del caso.
Nella mattinata odierna hanno poi eseguito il sequestro del locale, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani.
Allo stato non ci sono prove certe, ma che vi sia un nesso causa-effetto con l'ordigno piazzato l'altra notte, davanti alla saracinesca di una pescheria in via Regina Elena, è molto probabile.
La stretta vicinanza temporale ed il modus operandi pressoché sovrapponibile fanno ritenere che vi sia effettivamente un collegamento fra i due episodi e, che altri potrebbero ancora verificarsi, giacché una spirale di regolamenti di conti potrebbe essersi già innescata.














