Saranno giudicati con il rito abbreviato i due fratelli (B.D e B.A) coinvolti nella rissa che determinò la morte di Biagio Zanni il 20 settembre 2015 al porto di Trani. Dei due, uno è nel frattempo diventato maggiorenne, ma la competenza resta del tribunale minorile di Bari, così come per il fratello, tuttora minorenne.
Per entrambi, il giudice per l'udienza preliminare, Rosella Politi, ha respinto l'istanza di messa alla prova, vale a dire non ha ravvisato eventuali ravvedimenti da parte degli interessati durante un lasso temporale nel corso del quale sono stati particolarmente seguiti dai servizi sociali.
Per il terzo minorenne coinvolto in quella rissa, B.G., la messa alla prova invece è stata accordata. Altre due persone, già maggiorenni all'epoca, sono figurano nelle indagini chiuse dalla Procura della Repubblica di Trani: si tratta di Gianluca Napoletano, 20 anni, e Gabriele Lorusso, 23, cui il titolare dell'inchiesta, Marcello Catalano, ha contestato il reato di rissa.
Nel caso di Napolitano, anche di reato «diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti»: per questo motivo Napoletano fu arrestato, poi trasferito agli arresti domiciliari, ed ora è libero.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, che hanno effettuato le indagini, Zanni fu aggredito da un gruppo di persone a seguito di una frase fuori posto all'uscita di un locale. Sarebbe stato colpito da più di uno, anche con armi improprie, (casco da motociclista ed ingessatura del braccio, ma morì per le coltellate infertegli dal più piccolo dei due fratelli. L'arma del delitto non fu mai trovata.
(fonte, La gazzetta del mezzogiorno)


