“La nostra scuola materna ha pagato duramente le conseguenze di quella strettoia, la mia presenza qui serve a sollecitarne l'allargamento per la sicurezza di tutti, a cominciare da quella dei bambini”.
A parlare è Gabriella Colaprice, dirigente scolastico del IV circolo didattico Beltrani, da cui dipende la scuola materna Sandro Pertini, che da alcuni giorni è chiusa per lavori di messa in sicurezza dopo l'allagamento subito lo scorso settembre, in seguito ad un nubifragio notturno che ne determinò il deterioramento delle pareti e, di conseguenza, una situazione di insalubrità che ha reso necessari i lavori in corso, per il ripristino delle condizioni ideali per ospitarvi dei bambini.
“Per fortuna - racconta la docente -, quella bomba d’acqua giunse di notte e non vi fu alcuna conseguenza, perché l'attività didattica non era in corso. Ma viene da chiedersi cosa accadrebbe se succedesse mentre siamo tutti lì: non abbiamo un secondo piano in cui trasferisci e, essendo allagato tutto intorno, anche le famiglie non potrebbero giungere a portare via i propri figli. Nei lavori in corso si stanno allargando le caditoie e questo è già un buon progresso, ma non può bastare per evitare che il fenomeno si ripeta: è necessario allargare la strettoia e noi vigileremo perché questo avvenga”.
Sulla stessa falsariga si esprime il parroco della Spirito Santo, don Mimmo Gramegna, anch’egli presente alla manifestazione del comitato di quartiere “per testimoniare pacificamente la necessità della comunità cristiana di questo territorio – dice -: l'allargamento della strettoia è una priorità e, finora, ha determinato non pochi disagi e anche qualche pericolo di troppo. Per fortuna è andata sempre bene, ma dobbiamo impegnarci tutti perché il problema si risolva. La parrocchia è incardinata nel territorio, ne condivide i problemi e, pertanto, ne richiede la soluzione”.





