«Il progetto cerca di rispondere alla piaga della povertà sanitaria. Secondo le ultime stime, nel 2016 sono oltre 5 milioni i poveri. Si tratta di gente che non riesce a permettersi di curarsi, non riesce a comprare i farmaci e quindi si ammala. All’interno di un numero sempre maggiore di famiglie, e questo è massacrante dal punto di vista umano, il padre di famiglia, per garantire il pane sulla tavola, decide di non curarsi». Così Angelo Guarriello, presidente della associazione “Orizzonti”, stamane nel corso della presentazione di quello che sarà l’ambulatorio medico per i poveri che sorgerà presso la parrocchia dello Spirito Santo e del quale parliamo in altro spazio. «Gli specialisti volontari daranno prestazioni sanitarie. Non vogliamo sostituirci all’assistenza sanitaria nazionale ma collaborarvi».
Queste le parole di don Raffaele Sarno, direttore della Caritas diocesana: «Esprimo un disagio, un paradosso. Non sono contento che stiamo aprendo questo ambulatorio. Infatti, se penso a tutti i lavori che in questi anni abbiamo fatto, come la mensa, i centri d’ascolto di prima e seconda accoglienza, il dormitorio, e tutte le cose che abbiamo in cantiere, se fossi stato un manager ne sarei stato contento ma se guardo con la mia prospettiva vedo che i poveri stanno aumentando».
«Sono in linea con quello che ha detto il Papa: “Vi chiediamo perdono, perché siamo indifferenti, perché guardiamo altrove” – conclude don Sarno - . Noi dovremmo chiedere perdono a questa gente perché ci siamo chiusi nelle sacrestie e nel benessere. Non stiamo elargendo la nostra bontà o facendo mostra di generosità, ma restituendo ciò che abbiamo sottratto ai poveri di questo mondo, che sono stati impoveriti da noi. Restituiamo a coloro i quali è stata sottratta la nostra dignità con spirito di carità». La Caritas finanzierà l’ambulatorio anche grazie all’Otto per mille.
E il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, ha assicurato che cercherà di dare aiuto trovando finanziamenti: «Capisco questo paradosso della povertà nella nostra città. Il livello di povertà è più alto di quello che immaginiamo, perché Trani è una città che vive di apparenza». Per l’amministrazione, erano presenti anche l’assessore ai servizi socio-sanitari Felice Di Lernia e il consigliere comunale del Pd Carlo Avantario.
Secondo quanto emerge dal Rapporto 2015 sulla povertà sanitaria, dal titolo “Donare per curare”, cresce in Italia il bisogno di farmaci per i cittadini che non sono più in grado di acquistarli. La spesa sanitaria annua pro capite è di 444 euro, ma quella dei poveri è di soli 69 euro (-8%). Di quei 69 euro che un “povero” spende all’anno per curarsi, ben 52 euro (-2,1% rispetto all’anno precedente) sono dedicati all’acquisto di farmaci, laddove in media gli italiani ne spendono 206 a testa. Le associazioni di volontariato hanno aiutato nel 2015 oltre 405mila persone (1% in meno del 2014), con una prevalenza al Nord-ovest (33%). Una popolazione che rappresenta il 10% dei poveri assoluti italiani e che, comunque, presenta differenze significative rispetto a quella assistita dal Servizio sanitario nazionale. In aumento gli uomini (+1,7 punti rispetto al 2014) e gli italiani (+1,9 punti), anche se gli stranieri restano maggioritari (54,4%). Si inverte dunque il trend, che negli ultimi due anni aveva visto una presenza maggioritaria di donne e italiani. In aumento i poveri in età lavorativa, in seguito alla diminuzione dei minorenni (19,9%, -1,1 punti, ma -1,8 tra gli stranieri) e degli anziani (17,9%, -0,6 punti). Gli italiani over 65 diminuiscono di -2,8 punti.
Federica G. Porcelli




