Accusa una lombosciatalgia, si reca pronto soccorso alle 8, alle 14 se ne va firmando l'abbandono e senza neanche essere stato visitato. È la disavventura capitata nei giorni scorsi ad un cittadino, che ha dovuto attendere invano un'intera giornata per essere trattato a seguito di forti dolori alla gamba destra, che riferiva di accusare presentandosi al presidio delle emergenze di Trani.
Gli veniva assegnato il codice verde e gli si chiedeva di attendere. «Nella sala - riferisce -, insieme con me, c'erano altre cinque persone già giunte prima di me». L'attesa si prolunga: arrivano le 11, qualcuno viene trattato e dimesso, ma nel frattempo arrivano codici gialli che passano avanti. I tempi si prolungano e si arriva alle 13: «Mi avvicino all'infermiera per chiedere se si fossero dimenticati di me racconta il cittadino -, mi rispondono che ci sono i codici gialli e hanno la precedenza». A quel punto il paziente chiede e ottiene di firmare il foglio di abbandono, controfirmato dal medico alle 14, lo stesso medico che non avrebbe mai potuto visitarlo, perché oberato di altre priorità.
A quanto si è appreso, in più di un'occasione un solo medico deve valutare tutti i pazienti che sopraggiungono al Pronto soccorso e tutti i codici, da rosso a bianco. Una situazione che in questo momento appare paradossale nella misura in cui il presidio dell'emergenza è stato totalmente rinnovato, si presenta più che mai all'avanguardia come struttura, ma risulterebbe carente di personale per assistere tutti coloro che vi si rivolgono. Questo fa temere anche per il destino della struttura stessa, sempere più in predicato di un «declassamento» a Punto di primo intervento.
In realtà, le cose non starebbero proprio così perché, se è vero che il personale è inferiore rispetto alla pianta organica prevista, spesso e volentieri al Pronto soccorso ci si reca anche per problemi che possono essere trattati altrove.
«L'organico è scarso - riconosce il dottor Carlo Avantario, consigliere comunale del Pd ed ex direttore sanitario del San Nicola Pellegrino -. Tuttavia, indipendentemente da quello che sarà il destino del Pronto soccorso, ci sono persone che ne fanno un uso anche improprio. Per esempio - spiega il medico - un mal di stomaco può essere espressione di una patologia seria, ma può anche non essere niente, al massimo un'indigestione. E c'è quest'abitudine di ricorrere al Pronto soccorso come guardia attiva che non va bene, perché c'è il medico curante, c'è la guardia cittadina. Tutto questo fa sì che l'attesa, a volte, sia lunga. Poi capita, come nel caso del nostro concittadino, che la persona che sta attendendo vede passarsi avanti codici più importanti. Sicuramente - conferma Avantario -, il servizio va migliorato, ma le lunghe attese, talvolta, sono il frutto di contingenze e diventano fisiologiche».
Lo stesso consigliere, peraltro, fa notare quanto stia progredendo il nuovo servizio delle sale operatorie, destinate ad interventi di piccola entità: «Sono tutte attive, efficienti ed efficaci e, grazie alla loro ritrovata disponibilità, a livello territoriale, i tempi di attesa per le piccole operazioni in day surgery, si stanno già riducendo a poche settimane. Questo sarà il nostro "nuovo" ospedale - conclude Avantario -, e ci batteremo perché tutto sia in linea con questi progressi, compreso il Pronto soccorso».



