Molte volte il Comune si difende dalle cause promosse dai cittadini per danni apparentemente riconducibili ad insidie stradali. Le buche sono quasi sempre la causa dei contenziosi promossi dagli utenti della strada, che lamentano danneggiamenti dei propri veicoli o perfino lesioni personali, in entrambi i casi a causa del dissesto di manto stradale e/o marciapiedi. In taluni casi le azioni si rivelano fondate, in altri lo sono parzialmente, in talune circostanze del tutto inconsistenti.
Difficile, però, dubitare della veridicità di quanto riscontrato da un tecnico ingegnere della Polizia di Stato, il dottor Donato Cicorella, che ha verificato l'oggettività del danno subito da una volante del Commissariato di pubblica sicurezza di Trani, durante un servizio di controllo del territorio su via Carrara delle monache, la vecchia Trani-Bisceglie, oggi complanare della statale 16 bis, nei pressi di via Martiri di Palermo.
L'auto della Polizia rimaneva danneggiata a causa della presenza sul manto stradale di una buca di medie dimensioni, ricolma da acqua piovana e non segnalata: a seguito dell'impatto, il veicolo riportava danni alla parte anteriore sinistra per complessivi 173 euro.
La comunicazione veniva acquisita al protocollo dell'Ufficio legale il 14 aprile 2015, ma soltanto oggi il responsabile, Michele Capurso, ha ritenuto opportuno «definire bonariamente la vicenda scongiurando l'alea del giudizio e di una soccombenza integrale», si legge nella determinazione del dirigente del Settore contenzioso, Carlo Casalino.
Pertanto, il Comune ha tempestivamente pagato la somma. Di certo, una vicenda che diventa significativa nella misura in cui le insidie stradali non soltanto si confermano tali, ma possono anche determinare un vantaggio a beneficio di chi delinque, ed uno svantaggio in danno di chi il crimine lo previene o reprime.
(foto dalla rete)
