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Vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia: Barletta, Andria e Trani non pervenute

Pochi e sporadici i passi avanti fatti dai capoluoghi pugliesi che mostrano performance ambientali sostanzialmente statiche. È quanto emerge dalla ventitreesima edizione di “Ecosistema urbano”, la ricerca di Legambiente realizzata in collaborazione con l’Istituto di ricerche ambiente Italia e Il sole 24 ore sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani.

È stata presentata a Bari nel corso di un convegno che ha visto la partecipazione, fra gli altri, di Rossella Muroni, Presidente nazionale Legambiente, Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente Anci, Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia, oltre a numerosi sindaci e amministratori provenienti da diverse città italiane.

I dati del rapporto “Ecosistema urbano” sono emersi dall’analisi dei diciassette indicatori raccolti da Legambiente, ad eccezione della capacità di depurazione e degli incidenti stradali (fonte Istat) e del tasso di motorizzazione (fonte Aci). Solo per i due indicatori relativi al trasporto pubblico, le città sono state suddivise in tre gruppi omogenei per dimensione demografica. L’insieme degli indicatori selezionati per la graduatoria copre cinque principali componenti ambientali presenti in una città: aria, acque, rifiuti, mobilità, energia, che consentono di valutare i fattori di pressione e la qualità delle componenti ambientali, e la capacità di risposta e di gestione ambientale.

Nella classifica generale “Ecosistema urbano” Foggia si piazza al 16° posto, Brindisi al 22°, Bari all’84°, Lecce e Taranto, rispettivamente all’88° e 99° posto. Invece, i dati dei tre capoluoghi della provincia di Bat non sono stati presi in considerazione perché incompleti e in alcuni casi non pervenuti.

Scendendo nel dettaglio, dall’esame dei tre indicatori sulla qualità dell’aria (biossido di azoto, Pm10 e ozono), la situazione rimane stabile nei capoluoghi pugliesi. Il dato sulla dispersione dell’acqua dalla rete, ovvero la differenza tra l’acqua immessa e l’acqua consumata per usi civili, industriali e agricoli, conferma un panorama molto variegato: si passa dalla migliore performance di Foggia, quinta nella classifica nazionale, con il 12,9%, alla peggiore di Bari, con il 51,3%. Nel mezzo, Brindisi, Lecce e Taranto rispettivamente con il 27,8%, 39,6% e il 44,1%. Per ciò che riguarda invece il consumo idrico domestico è alto a Lecce con 151,9 litri pro-capite mentre è il più basso a Foggia con 119,8 litri.

Sul fronte della capacità di depurazione degli scarichi civili il migliore capoluogo pugliese è Foggia, con il 100%, seguito da Brindisi (94%), Bari (93%), Lecce (90%) e Taranto (83%).

Non migliora la produzione annuale pro capite di rifiuti urbani: anche quest’anno è Lecce che ne produce in quantità maggiore, raggiungendo 609,9 kg per abitante all’anno. È Foggia, invece, il capoluogo che ne produce di meno, con 434,5 kg per abitante. Sempre in stallo, invece, la raccolta differenziata in quasi tutti i capoluoghi: sebbene vi sia un sensibilissimo aumento delle percentuali restano lontanissimi dagli obiettivi di legge, con Foggia ferma al 9%.

Nel trasporto pubblico, sia sul fronte passeggeri trasportati annualmente per abitante che su quello inerente la percorrenza annua per abitante, le città pugliesi occupano posizioni discrete nella classifica generale. Quanto all’indice modal share, ovvero la percentuale di spostamenti privati motorizzati (auto e moto), si distingue anche quest’anno Foggia, al 4° posto della classifica nazionale, mentre negli altri capoluoghi pugliesi è la mobilità privata a farla ancora da padrona.

Sul tasso di motorizzazione, ossia il numero delle auto circolanti ogni 100 abitanti, le migliori sono  Bari e Taranto, mentre la peggiore è Lecce. Rispetto all’indice che misura il tasso di mortalità per incidenti stradali ogni mille abitanti, nella classifica nazionale, la migliore città pugliese è Bari con solo lo 0,53%.

Per quanto riguarda le isole pedonali, Bari si piazza in vetta alle province pugliesi. In merito all’indice di ciclabilità, che misura i metri equivalenti di piste ciclabili ogni cento abitanti, è Lecce il migliore fra i capoluoghi pugliesi con 15,12 mq/100 abitanti.

Sul fronte delle energie rinnovabili, ovvero solare termico e fotovoltaico installato sugli edifici pubblici, fra i capoluoghi pugliesi si distingue Bari con 4,90 kW ogni mille abitanti.

Ottimo il dato pugliese relativo alla percentuale di copertura del fabbisogno domestico attraverso le fonti rinnovabili sul totale dei consumi domestici: Foggia, Brindisi e Lecce risultano essere i comuni 100% elettrici, ovvero quelli nei quali le fonti rinnovabili installate riescono a superare i fabbisogni elettrici delle famiglie residenti. 


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