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Travaglio a Trani: «Meglio “niente” che “no”? La costituzione, dopo il 4 dicembre, continuerà ad esistere»

Non solo tesi in favore delle ragioni del “no” al referendum confermativo del 4 dicembre, che smontano quelle del “sì”, ma anche risate, sarcasmo, tanta ironia ed irriverenza, sono andati in scena ieri nello spettacolo “Perché no”, di Marco Travaglio sul palco del cinema Impero di Trani. A promuoverlo, gli attivisti del Movimento 5 stelle di Trani. Ed è stato subito sold out. Per la cronaca, un cinema Impero così pieno non si vedeva dai tempi dell’ultimo film di Checco Zalone.

Travaglio chiede da mesi, inutilmente, un incontro con il ministro delle riforme Maria Elena Boschi, ma ella si nega. Non è restato al giornalista che mettere in piedi uno spettacolo, con una attrice, Giorgia Salari, che interpretasse il ministro. Inizialmente, il giornalista si cimenta in un monologo, nel quale confuta le ragioni del “sì”, presentate da mesi in tv e sui giornali: «Diciamo che questa riforma è scritta a quattro mani da Boschi e Verdini, quindi a quattro piedi – esordisce -. Verdini che ha cinque rinvii a giudizio per reati di non lieve entità. E poi c’è Benigni, che in un’intervista afferma: “La riforma è pasticciata, ma meglio questa che niente”, come se la costituzione dopo il referendum, dopo il “no”, improvvisamente sparisse». Ironia, da parte di Travaglio, su Jim Messina, il guru di Renzi, pagato 400mila euro.

Successivamente, interviene “il ministro”, Giorgia Salari, che ha in mano un copione nel quale è scritto tutto quello che lei ripete da mesi in tv, come un refrain. Il ministro Boschi, dice Travaglio, che è stato capace di riunire «i fascisti di Casapound con i partigiani». Non resta che ascoltare le ragioni del “sì” per farsi un’idea bipartisan, anche se Travaglio sembra aver persuaso tutti coloro i quali sono accorsi all’Impero ad ascoltarlo. Ma qualcuno, come Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, già da tempo ha confermato che voterà “no”. In sala c’erano anche il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani Michele Ruggiero ed il sindaco di Trani Amedeo Bottaro.

Alla fine dello spettacolo, il direttore de “Il fatto quotidiano” ha firmato alcune copie del suo libro “Perché no”, scritto insieme a Silvia Truzzi.

Travaglio sul palco dell’Impero non ha portato solo le ragioni del “no”: ci ha ricordato anche come è questa nostra Italia, che farebbe disperare Sandro Pertini, Nilde Iotti, Piero Calamandrei. Un’Italia che in Europa non conta niente; che ha alti tassi di disoccupazione, corruzione, mafiosità, ma che ha come priorità, sembra, quella di cambiare alcuni articoli della costituzione che fino a poco tempo fa Benigni, salvo poi cambiare idea, considerava «la più bella del mondo»; questa Italia nella quale i politici impiegano sedici giorni per fare una legge come quella “Fornero”, che ha ritardato l’età pensionabile di milioni di italiani, e più di mille per la legge anti-corruzione “Severino”.

Federica G. Porcelli


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