Lunedì prossimo, 21 novembre, il sindaco, Amedeo Bottaro, tornerà ad incontrare il direttore generale dell'Asl Bt, Ottavio Narracci, per fare il punto della situazione sulla riconversione dell'ospedale San Nicola Pellegrino in presidio territoriale di assistenza. Un appuntamento che diventa quanto mai necessario all'indomani della sospensione dei ricoveri presso la sala di rianimazione dell'ospedale di Trani, in predicato di trasferirsi a Bisceglie, dove il servizio di terapia intensiva sarà attivato ufficialmente il prossimo 1mo dicembre.
Per la verità, sebbene siano sospesi i ricoveri, Trani manterrà una guardia attiva rianimatoria 24 ore su 24, per assicurare tutti i percorsi diagnostici e terapeutici del paziente che necessitino di tale supporto. Ma è anche vero che la gloriosa «Rianimazione» del San Nicola Pellegrino, di fatto, dallo scorso 17 novembre non c'è più. I cittadini stanno protestando non poco, ma solo sui social, evitando accuratamente ogni concreta manifestazione di dissenso, soprattutto in forma organizzata e coordinata.
È altrettanto fuori di dubbio, peraltro, che della disattivazione della rianimazione si era a conoscenza già da tempo, e proprio il recente protocollo di intesa siglato tra Regione Puglia, Asl Bt e Comune di Trani aveva certificato tale processo nell'ambito del percorso di riconversione del presidio. Per questo il sindaco, nel prendere atto della decisione della direzione sanitaria, esprime dispiacere, ma la commenta anche con una buona dose di realismo: «Dobbiamo andare assolutamente avanti con quello che è previsto nel protocollo d'intesa - dichiara Bottaro - e che prevede, appunto, una riconversione del nostro ospedale in un presidio probabilmente anche molto più vicino alla gente di quello che si immagini e di quello che è stato negli ultimi anni. Questa chiusura non fa altro che darci maggiore impulso e forza per chiedere, nell'incontro di lunedì mattina, di portare avanti quella cabina di regia, che abbiamo già istituito, per realizzare tutto quello che è stato sottoscritto nel protocollo d'intesa. Non da ultimo - conclude il primo cittadino -, l'utilizzazione di 15 milioni di euro a beneficio di tutte le strutture sanitarie della nostra città».
Tra servizi già esistenti e da implementare, il «nuovo» San Nicola Pellegrino sarà dotato, fra gli altri, di: farmacia territoriale; servizio di medicina di laboratorio territoriale; centro polifunzionale territoriale con 10 medici di medicina generale; area di servizi di emergenza/urgenza composta da continuità assistenziale (ex guardia medica), ambulatorio con servizio di consulenza ambulatoriale pediatrica (Scap); punto di primo intervento territoriale; servizio di 118; servizio dialisi / punto rene; unità di raccolta fissa; servizio di radiologia con risonanza magnetica nucleare; piastra operatoria a valenza aziendale; attività specialistica di 1° e 2° livello; poliambulatorio distrettuale; servizi di oncoematologia e pneumotisiologia; ospedale di comunità con 10 posti letto; sistema complesso di telemedicina; area di riabilitazione specialistica.

