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Trani, proclamata la leva obbligatoria per le associazioni e gli operatori culturali: nella biblioteca comunale “G. Bovio” presentata “Chiamata alle arti”

«Questo di oggi è, per usare una parola del linguaggio manageriale, un kick-off, un calcio d’inizio». Così l’assessore con delega alla cultura, Felice Di Lernia, in apertura della conferenza stampa denominata “Chiamata alle arti”, tenutasi nei giorni scorsi presso la sala “B. Ronchi” della biblioteca comunale “G. Bovio”.

Si è trattata di una vera e propria leva, una chiamata, appunto, rivolta all’esercito degli operatori culturali e degli artisti della città, presenti numerosi in sala. Infatti, in vista dell’approvazione del Piano strategico della cultura della Regione Puglia per la Bat, «l’amministrazione – secondo il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro – non si propone alla Regione con una propria progettualità, ma vuole che sia tutta la città a farlo, perché, checché se ne dica, essa è effervescente, vivace, tutt’altro che morta». E non è un caso che l’incontro provinciale del 21 novembre si terrà a Trani, «una città – continua il sindaco – strategica per la cultura; e, se la Regione approvasse il Piano, cosa fatta in questo momento solo per città più grandi, quali Taranto e Brindisi, per me sarebbe un grande segnale verso la città, in quanto comune capofila».

Proprio per questo l’assessore Di Lernia, di concerto con il sindaco, ha deciso di ascoltare prima le varie associazioni e i vari operatori culturali della città, giacché, appena ricevuta la delega alla cultura, «ho chiesto al sindaco di applicare anche al comparto culturale ciò che mi sto sforzando di fare in altri settori», cioè rendere operative alcune parole chiave, come «protagonismo dal basso, fare sistema, condividere, etc.: il capitale culturale sta nel basso».

L’incontro, continua l’assessore, «ha prodromi lontani e recenti: quello più lontano è l’affermazione del’ex ministro Tremonti, secondo cui con la cultura non si mangia (cosa non vera); quello più recente è dato dall’esperienza a Mantova, la cui amministrazione comunale, nell’ambito del convegno “Città d’Arte 3.0”, ha ritenuto che la città (e la biblioteca) che potesse rappresentare meglio tutto il Meridione fosse Trani: cosa che fa piacere, ma fa tremare i polsi, dato che Trani e Milano (l’altra città invitata, ndr) dovranno delineare il percorso “Verso la città che legge”».

Il sindaco, a questo punto, interrompendo l’assessore Di Lernia, ci ha tenuto a precisare che «l’intervento dell’assessore ha ricevuto i complimenti di tutto l’uditorio, perché più ricco di pathos del discorso dell’omologo assessore di Milano. La platea è rimasta esterrefatta ed entusiasta nel sentire gli esempi e le iniziative di una piccola realtà come Trani. Questo è paradossale, perché si è più riconosciuti a livello nazionale che regionale e questo ci fa capire come la strada da fare sia ancora tanta, poiché non abbiamo consapevolezza di noi».

L’assessore ha, tuttavia, precisato che «questi risultati sono provenuti dal basso, non è merito nostro», portando a esempio «esperienze precise, come, senza voler offendere nessuno, le tre farmacie di periferia con i bibliopoint o la dozzina di little free library». Nondimeno, «il treno del Piano strategico – continua – non va perso, perché non tornerà: abbiamo tempo per creare tutte le condizioni necessarie, ma non troppo».

Stefano Mastromauro


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