Fra porto e centro storico, l'abusivismo dei parcheggi è nuovamente servito. La novità, peraltro, è che adesso si riesce a portare a casa incassi maggiori anche in minor tempo.
Infatti, da quando è entrato in vigore l'orario invernale della zona a traffico limitato, con l'attivazione dei varchi dalle 10 del mattino a mezzanotte, molti automobilisti si riversano nelle zone ai margini del porto per parcheggiare in tempo e, poi, godersi l'area a piedi.
Succede, così, che in piazza Trieste un abusivo si piazzi al centro della strada e, addirittura, diriga il traffico utilizzando un fischietto per indirizzare gli automobilisti verso l'area della banchina portuale in cui non è in esercizio il parcheggio a pagamento gestito da Amet: è il tratto compreso tra piazza Trieste e molo santa Lucia, dove ci sono delle vecchie strisce blu di un parcheggio a pagamento che, da anni, è interrotto per mancanza di concessione.
L'abusivo consiglia agli automobilisti di parcheggiare lì «perché - dice loro - i grattini sono introvabili» e, in ogni caso una «offerta» di 1 euro sarebbe anche conveniente rispetto ai 2 che bisognerebbe pagare per parcheggiare l'auto in tutta tranquillità per mezza giornata, 4 se per l'intera.
In taluni casi gli automobilisti preferiscono andare sulle strisce blu di piazza Trieste per dotarsi del grattino, peraltro regolarmente distribuito dalla Pro loco Turenum presso l'ufficio di informazioni turistiche di palazzo Palmieri.
Altri, però, abboccano all'amo e si recano nella «zona protetta» dell'abusivo, rilasciandogli quello che, piuttosto che un obolo, sembra un autentico pizzo.
Ciononostante, nessuno segnala alcunché alle forze dell'ordine: non possono farlo gli ausiliari del traffico di Amet, che non hanno poteri di polizia giudiziaria, non sono vittime dirette dei taglieggiamenti e sono sempre in movimento per la verifica della presenza dei grattini lungo l'intero territorio comunale di loro competenza; sarebbero tenuti a farlo gli automobilisti che incappano nelle richieste estorsive, ma questo non accade né dalle parti del porto, né in piazza Re Manfredi, fra tribunale e castello, dove altri soggetti si occupano da tempo «regolarmente», si fa per dire, di gestire abusivamente il parcheggio nelle zone non gestite da Amet.
Un problema da tempo noto a tutti, ma che ancora non trova soluzioni né dal punto di vista repressivo, anche soprattutto a fronte delle mancate denunce dei comportamenti illeciti, né amministrativo, e quindi preventivo: basterebbe dotare il più possibile la città di Aree di parcheggio a pagamento, munite a loro volta di parcometri.
Ma questa è già un'altra storia, perché Amet attende da tempo di conoscere dall'amministrazione comunale indirizzi chiari sulla gestione dei parcheggi a pagamento: le colonnine le vorrebbero tutti, ma il problema è la programmazione complessiva, che dovrebbe comprendere anche la ristrutturazione e gestione del parcheggio interrato di piazza XX Settembre, circostanza che farebbe ritenere che il servizio passi ad altro soggetto.
Nell'attesa che questo avvenga, Amet continua a gestirlo navigando a vista. E gli abusivi ringraziano.

