È talmente obsoleto da non essere più riconosciuto neanche come sistema di sicurezza il 'blocco telefonico' cui era affidata la tratta ferroviaria Corato-Andria sulla quale, il 12 luglio scorso, ci fu lo scontro frontale tra due convogli di Ferrotramviaria che provocò 23 morti e 50 feriti.
Lo ha accertato la Procura di Trani, che ritiene che il ricorso al blocco telefonico sia quanto meno in contrasto con la normativa in vigore.
Ferrotramviaria, utilizzando il sistema «obsoleto e non sicuro» del blocco telefonico per controllare la sicurezza sulla linea Corato-Andria, avrebbe così violato la normativa sulla sicurezza sul lavoro ai danni sia dei propri dipendenti, sia dei numerosissimi passeggeri dei treni. Ne è convinto il pool di magistrati inquirenti, che hanno avviato accertamenti su questo nuovo filone investigativo intorno al disastro ferroviario.
La Procura di Trani conferirà a giorni ai suoi consulenti, Valerio Catino, Fabrizio D'Errico e Roberto Lucani, l'incarico di esaminare la scatola nera di uno dei due treni ed i computer sequestrati alla società ferroviaria.
Non è escluso che, trattandosi di un esame cosiddetto «irripetibile», si notifichi l'avviso di garanzia a nuovi indagati, oltre i sei già sottoposti ad indagine: il direttore generale di Ferrotramviaria, Massimo Nitti; il direttore di esercizio, Michele Ronchi; il presidente di Ferrotramviaria, Gloria Pasquini; il capotreno del regionale partito da Andria, Nicola Lorizzo; i due capistazione di Andria e Corato, Vito Piccarreta e Alessio Porcelli.
(fonte Ansa)

