L'ospedale di Trani perde la Rianimazione, e questo si sapeva, ma quasi certamente manterrà il Pronto soccorso e vedrà intensificarsi l'attività delle sale operatorie.
È quanto emerso dall'incontro interlocutorio, tenutosi ieri presso il San Nicola Pellegrino, fra i vari rappresentanti istituzionali interessati alla verifica, attraverso il tavolo tecnico già costituito nei mesi scorsi, dell'attuazione del protocollo d'intesa siglato lo scorso 23 agosto, tra Regione Puglia, Asl Bt e Comune di Trani, per la riconversione dell'ospedale San Nicola Pellegrino in Presidio territoriale di assistenza.
Quel documento, peraltro, prevede anche recupero e riqualificazione di altre proprietà dell'Asl Bt sul territorio cittadino, vale a dire l'ex ospedale pediatrico di corso Imbriani, l'ex casa di riposo Vittorio Emanuele II, in via Cappuccini, e l'ex ospedale agostiniano di piazza Gradenigo.
Secondo quanto s'è appreso a margine dell'incontro, il reparto di Rianimazione ha sospeso i ricoveri dallo scorso 17 novembre, trasferendoli presso la nuova ed omologa struttura di Bisceglie, per questioni di sicurezza.
Ma la struttura di Trani non sarà soppressa, ed il tavolo ha confermato che resterà in piena attività attraverso la presenza di un medico rianimatore 24 ore su 24. Oltre questa figura professionale, entra in scena anche una guardia di Cardiologia, anche questa «h24», andando oltre l'attuale e semplice ambulatorio.
Di conseguenza, la disponibilità delle due «guardie» consentirà al Pronto soccorso di mantenere intatte le sue prestazioni e livelli di assistenza, evitando il declassamento a Punto di primo intervento, come inizialmente indicato nel Piano di riordino regionale.
In altre parole il Pronto soccorso, peraltro tornato ad operare in una struttura d'avanguardia dopo i lunghi e costosi lavori di riqualificazione della vecchia sede, resterà con le attuali funzioni, consentendo dunque, in asse con il medico rianimatore, di trattare temporaneamente, ma con personale e strumenti adeguati, pazienti in codice rosso che necessitino della prima urgenza.
L'altro aspetto considerato pienamente positivo, nell'ottica della riconversione dell'ospedale di Trani. è la riattivazione delle sale operatorie, dalla cui attività emergono i primi confortanti numeri.
Infatti, ad ottobre, si sono effettuati oltre 100 interventi di piccola entità, contro i 10 del mese precedente, che hanno consentito di cominciare a snellire in maniera notevole le liste di attesa e dare risposte concrete ai pazienti.
Allo stato, gli interventi avvengono nella fascia oraria compresa fra le 8 e le 14, ma il tavolo tecnico punta a prolungare dalle 8 alle 20 la disponibilità delle sale e, dunque, intensificare il numero delle prestazioni, accorciando ulteriormente i tempi di attesa.
Per il momento non si registrano notizie di lavori o implementazioni presso gli altri plessi precedentemente citati, ma a breve il tavolo tornerà a riunirsi per un'ulteriore definizione del cronoprogramma degli interventi da effettuarsi.
All'incontro hanno partecipato il direttore generale dell'Asl Bt, Ottavio Narracci, il direttore sanitario dell'azienda, Vito Campanile, l'omologo del presidio Bisceglie-Trani, Andrea Sinigaglia, il direttore del distretto socio sanitario Trani Bisceglie, Aldo Leo, il consigliere regionale, Mimmo Santorsola, il sindaco, Amedeo Bottaro, il consigliere comunale, Carlo Avantario.




