Il presidente della Prima sezione penale in composizione collegiale del Tribunale di Bari, Chiara Civitano, ha dichiarato il non doversi procedere nei confronti degli imputati di un processo che riguardava reati a loro rispettivamente ascritti in quel di Casamassima, in quanto estinti per intervenuta prescrizione: fra questi, l'ex comandante della Polizia locale di Trani, Antonio Modugno.
Il giudice ha fissato il termine di novanta giorni per il deposito dei motivi ma, a quanto pare si è appreso, l'avvocato Francesco Paolo Sisto, difensore di Modugno nonché i legali degli altri imputati (Giovanni Centrone, Vincenzo Balacco, Stefano Renna, Antonio Manzaro, Angelo Di Turi, Nicola Colapinto, Annunziata Ciocia, Giuseppe Maino, Isabella Cantore, Angelo Tanzarella, Marianna Colagrande, Nicola Girolamo, Giuseppe Gengo, Angelo Tedeschi, Angela Piconio) hanno smontato tutte le accuse ristabilendo la verità dei fatti.
Il principale imputato di quel processo era proprio il colonnello Antonio Modugno, per farti risalenti fra il 2003 e il 2004, quando dirigeva il corpo di Casamassima e fu nominato presidente della commissione esaminatrice per l'assunzione di nuovi vigili in quel comune.
Secondo l'accusa, basata su una serie di esposti anonimi, Modugno avrebbe favorito alcuni candidati, considerati a lui vicini, per superare al meglio la prova ed ottenere l'assunzione: il comandante ha sempre respinto ogni addebito, chiarendo che le lettere anonime erano pervenute prima che il concorso si celebrasse e, dunque, se ne conoscessero gli esiti.
L'anomalia di questa vicenda giudiziaria sta nel fatto che è durata ben dodici anni: infatti, la sentenza è arrivata lo scorso 17 novembre.
Peraltro, la formula della prescrizione neanche soddisfa Modugno e gli altri ex imputati, che attendono il deposito delle motivazioni per trarne la conferma della correttezza del loro operato.
La vicenda ebbe non pochi riflessi anche sulla vita amministrativa di Trani, giacché all'epoca del comando della Polizia locale, da parte di Modugno, l'ex consigliere comunale Leonardo Marinaro aveva chiesto, ma non ottenuto, la sua rimozione proprio per i fatti di cui era accusato a Casamassima.
Da lì a poco fu Modugno a querelare Marinaro per un comunicato in merito alle consulenze legali da lui affidate in qualità di dirigente del Settore contenzioso, ma il consigliere fu prosciolto in primo e secondo grado dall'accusa di diffamazione.

