Amati, troppo amati, i figli, tanto che di fronte a loro un genitore diventa «un inetto», «che non sa dire di no». È questo che pensano Anna e Giulio (Anna Cofano e Domenico Ferrulli), quando si vedono ripiombare in casa i loro figli ormai adulti, Federica (Francesca Palumbo), 26enne, e Gabriele (Gianluca Ferrarese), 30enne sposato da un anno e mezzo, con i quali dovrebbero arrabbiarsi, ma ai quali poi, per eccesso di amore (d’altronde, come si dice, «i figli sono pezzi di cuore»), non riescono a dire «no».
Una famiglia come tante, quella proposta da Aldo L’Imperio, regista della compagnia “La cricca”, di Taranto, nel suo spettacolo “Questi figli amatissimi”, scritto da Roberta Skerl, andato in scena sul palco del cinema teatro Impero nell’ambito della rassegna “Scene in … comune”, giunta al suo penultimo appuntamento.
Anna e Giulio hanno lavorano duramente per garantire ai loro figli un futuro roseo, ma le cose non sono andate secondo le loro aspettative: Federica ha avuto un’esperienza che le ha sconvolto la vita; Gabriele è ormai in rottura con la moglie Francesca. Ed entrambi si ritrovano a tornare a casa, nell’ambiente familiare nel quale sono cresciuti, sconvolgendo la vita dei loro genitori. Della madre, una donna forte, matriarcale; del padre, che come la maggior parte degli uomini lavoratori di mezza età non desidera altro che tornare a casa il fine settimana e godersi il meritato riposo dopo giorni di fatica.
Una storia, quella di questa commedia, contemporanea, e nella quale tutti potrebbero rispecchiarsi, soprattutto i genitori. Nel primo atto, più divertente e veloce nelle battute, c’è appunto l’arrivo inaspettato di Federica e Gabriele. Nel secondo atto, il ritmo si fa più lento: il ritorno dei due figli ha fatto tornare tutti alla solita routine. Emblematiche e particolarmente divertenti le scene nelle quali Anna giunge sul palco con montagne di roba da stirare.
I quattro attori, nella scarna scena, hanno dimostrato molta bravura e capacità e ancora una volta la “Compagnia dei teatranti” di Bisceglie, che da nove anni organizza questa rassegna, ha dimostrato come si possa fare teatro amatoriale di qualità.
Ad offrire i prodotti tipici alla compagnia e al pubblico è stata la confetteria “Micco” di Corato.
Federica G. Porcelli














