Undici anni fa, esattamente il 15 novembre 2005, il mercato settimanale cambiava sede, venendo trasferito dalle strade adiacenti a corso Vittorio Emanuele a via Superga. Insomma, si spegne un'altra candelina, il mercato invecchia e gli acciacchi si vedono tutti. In effetti, nel corso di questi lunghi anni, di acqua sotto i ponti ne è passata e sono emersi vari problemi, di piccola e grande entità.
Innanzitutto, una delle difficoltà che più ostavano al trasferimento del mercato era la sua lontananza dal centro abitato: via Superga, infatti, è collocata tra i quartieri periferici Sant'Angelo e Stadio. A questo incomodo l'amministrazione comunale dell'epoca, guidata da Pinuccio Tarantini, ovviò istituendo un bus navetta gratuito, con partenza da piazza della Repubblica.
Di tutto ciò oggi non resta nulla. E così, ogni martedì, si assiste ad un lungo pellegrinaggio che ha come meta il mercato, che si snoda dallo stadio comunale fino a viale Spagna, con una propaggine (il mercato alimentare) anche in piazza Madre Teresa di Calcutta.
Insomma, un lungo serpentone che i cittadini sono costretti a percorrere quasi per intero, dal momento che le traverse di via Superga sono poche: principalmente via di Vittorio e via delle Tufare, con l'aggiunta di via Cappuccini, via Torrente antico e via Monte d'Alba, che, però, come lamentano spesso i residenti, sono ai limiti della praticabilità, tra traffico e strade disastrate.
In effetti, il mercato andrebbe allocato in uno spazio più limitato e circoscritto, così da poterlo avvicinare, anche se di poco, alla città e far venir meno un effetto dispersivo, che va soprattutto a danno degli ambulanti, dal momento che l'afflusso maggiore si ha in corrispondenza delle predette vie principali. Del resto, il percorso è talvolta proibitivo, giacché si tratta di un itinerario completamente esposto al sole d'estate e al vento e alla pioggia d'inverno: quando le condizioni atmosferiche sono estreme, la gente o non si reca al mercato o va via, provocando quindi la fine anticipata della giornata lavorativa.
Per di più, il percorso è stato da qualche tempo allungato fino a viale Spagna, a seguito di un brutto incidente verificatosi nel dicembre del 2010, quando un camion, che trasportava pasta, sfondò il guard-rail ed i pannelli fonoassorbenti, precipitando sui giardini delle case sottostanti.
Fu deciso, allora, di allocare le bancarelle che si posizionavano in prossimità del ponte della strada statale 16bis sulla restante porzione di via Superga, quella dopo il semaforo di via delle Tufare.
Del resto, proprio via Superga resta una delle arterie principali della città, una strada a scorrimento veloce che sarebbe importante non occludere, neanche per un giorno, in virtù della usa utilità, soprattutto per i mezzi di soccorso. Questione, questa, che si ripresenterebbe se il mercato venisse spostato in via Falcone, ipotesi paventata fin dal 2011.
Insomma, è uno di quei casi in cui tutti hanno ragione, ambulanti e cittadini. Anche se, bisogna dire, non sempre il comportamento dei venditori è irreprensibile. Alcune bancarelle, infatti, sono ancora allocate troppo in prossimità del suddetto ponte; spesso il percorso, di martedì, si presenta come una distesa di rifiuti, che dovranno poi essere smaltiti dagli operatori Amiu, con lavoro straordinario (pagato dai cittadini); molte bancarelle non espongono l'apposito cartellino rilasciato dall'Ufficio tributi per l'occupazione del suolo pubblico.
Ma questi sono solo alcuni dei problemi relativi al mercato, che ogni martedì ambulanti e cittadini devono pazientemente affrontare. Un rebus la cui soluzione sembra ancora lontana.
Stefano Mastromauro



