Nuovo appuntamento per Piiil cultura, il Piano strategico della cultura della Puglia che definirà le politiche regionali culturali del prossimo decennio. A Trani, ieri, il workshop tenuto dal Giuseppe Giaccardi, consulente di direzione strategica, sulla Cultura d’impresa. Una platea di oltre cento iscritti e molti concetti da scardinare e indagare.
«Perché occorre generare valore, inventare cose che possano essere utili alle persone - ha detto Giaccardi -. Non viviamo in un mondo di gesso, viviamo in un mondo liquido e la dimensione in cui siamo immersi è una dimensione che si caratterizza per flussi. D'altra parte con l'avvento di internet, del web, del digitale, gli scenari che si aprono, anche quelli del business, sono immensi e altrettanto innumerevoli sono i possibili competitor con i quali misurarsi. Fare impresa oggi, allora, significa lavorare sulla creazione di valore aggiunto, per le persone e per l'imprenditore e la sua organizzazione, mettendo in campo competenza, passione, impegno, rischio. È questa la ricetta per le imprese di nuova generazione, che devono comunicare al massimo la propria identità, fare al meglio il proprio lavoro quotidiano, puntare sui giovani, sull'università, sul coinvolgimento della società civile».
Un momento di formazione dedicato a temi decisivi per il sostegno, la formazione e lo sviluppo dell’attività degli operatori culturali. Per fornire strumenti nuovi e innovativi ed avviare un percorso di trasformazione e crescita che sia in grado di generare nuove opportunità di messa in rete e di creazione di lavoro e mestieri qualificati anche nell’ottica di intercettare le nuove policy pubbliche.
«Siamo in una fase di trasformazione che richiede concentrazione sulle proprie risorse, sulla propria capacità di cambiamento e di adattamento – ha aggiunto l’assessore regionale all’Industria turistica e culturale, Loredana Capone -. Nonostante il patrimonio gigantesco di cui disponiamo purtroppo non riusciamo ancora a sviluppare al massimo il nostro potenziale. Lo dice la percentuale di incidenza della cultura sul Pil regionale: 4% rispetto al 7% della media nazionale. Abbiamo bisogno di puntare su nuovi modelli organizzativi, che privilegino sempre più i lavoratori e facciano fruire i nostri beni in modo differente. Dobbiamo attivare un circuito virtuoso ma abbiamo bisogno di più imprese. Il workshop di oggi è un invito a riflettere e a farlo non soltanto nella sfera del dialogo tra istituzioni e operatori ma indagando il proprio progetto di vita».
L’incontro, tenuto al Polo museale, si è aperto con i saluti del sindaco, Amedeo Bottaro, e del coordinatore del Piano strategico regionale, Paolo Ponzio. «Trani vuole aumentare il suo Pil – ha dichiarato il primo cittadino - ed investire sempre più su arte e cultura. In quest'ottica il percorso di definizione del Piano strategico della cultura voluto dalla Regione Puglia rappresenta una grande opportunità. Riuscire a coinvolgere la città e i suoi operatori è un traguardo a cui questa amministrazione sta lavorando e su cui vogliamo concentrare gran parte degli sforzi futuri, per il bene del territorio e della nostra comunità. Trani può diventare un punto di riferimento nello sviluppo turistico e culturale della Puglia».
«L'impresa culturale è il futuro – ha ribadito Paolo Ponzio - perché ce lo chiede l'Europa e perché la cultura deve potersi reggere sulle proprie gambe e non solo sulla stampella del pubblico. Con Piiil vogliamo mettere al centro la cultura enucleata attraverso temi come il Prodotto, l'Impresa, l'Innovazione, l'Identità, il Lavoro, che puntano a costruire una posizione nuova e strategica degli operatori culturali».

