«Nonostante siamo circondati dai materiali e viviamo anche grazie a loro, non abbiamo una chiara percezione di quanto essi siano dietro a qualsiasi cosa (edifici, vestiti, etc.): sono i perfetti sconosciuti, anche se li utilizziamo per tutto».
Questo stralcio dell'intervista a noi rilasciata daMaurizio Dabbicco, del Dipartimento Interateneo di Fisica "Michelangelo Merlin", nonché coordinatore del Corso di studi in "Scienza dei materiali" presso l'Università degli studi di Bari, sintetizza perfettamente le linee-guida del quarto incontro organizzato dall'associazione “Didafisica”, intitolato "Materials science: la scienza contemporanea...da due milioni di anni" e tenutosi nei giorni scorsi presso la biblioteca comunale "G. Bovio".
Infatti, come afferma il presidente della suddetta associazione, Angela Laurora, «l'unico filo conduttore di questi incontri è e sarà la scienza e le sue applicazioni nella vita quotidiana, in modo da avvicinarla sempre più a tutti».
Così, già dalle battute iniziali Dabbicco ha mostrato, con una lunga linea del tempo (e facendo anche riferimento al calendario cosmico dell'astronomo Carl Sagan), come la scienza dei materiali sia stata, per larga parte inconsciamente, la più longeva compagna e alleata dell'uomo: basti pensare alle quattro epoche che tutti abbiamo imparato a scuola e che portano il nome dei metalli, età della pietra, del rame, del bronzo e del ferro (ecco spiegato il senso de "la scienza contemporanea...da due milioni di anni").
E, mostrando l'applicazione della sterminata varietà di materiali nella vita quotidiana, Dabbicco ha proseguito la sua lezione divulgativa, parlando dei materiali frutto delle ultime rivoluzioni industriali, come acciaio, acciaio inossidabile, fibra di carbonio, fino a giungere a quelli più recenti, come il grafene, o a quelli con proprietà ancora semisconosciute, come i metamateriali.
Un incontro a cui ha partecipato numeroso un pubblico trasversale ed eterogeneo, fatto di studenti, tecnici e semplici appassionati o curiosi, che, al termine dell'esposizione di Dabbicco, non hanno esitato a rivolgere a quest'ultimo non poche domande.
Del resto, come ha confermato Laurora, «stiamo avendo un ottimo riscontro da parte di scuole ed istituzioni educative; perciò, mi sento di ringraziare docenti e dirigenti scolastici per la loro collaborazione nel diffondere l'invito a queste iniziative».
Tuttavia, ciò che più ha colpito di questa serata è stata la non frequente possibilità di vedere la scienza e la tecnologia, da cui di solito ci sentiamo più schiacciati (soprattutto chi ha una formazione umanistica) che affiancati, nel loro volto più umano, vicino alla sensibilità e all'umanità che ci caratterizza e ci distingue dalle macchine. Aspetto, questo, più volte sottolineato dallo stesso professore Dabbicco, uno di quelli che di solito definiamo genericamente scienziati, ma uomo di grande umiltà e umanità, oltre che conoscenza.
Stefano Mastromauro





