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Darsena di Trani, riapre il pontile di sant'Antuono. Vantaggi per chi ormeggia d'inverno ed altre promozioni allo studio

La giunta comunale si prepara ad approvare le tariffe per la darsena comunale per l'anno 2017. Non ci saranno grosse variazioni rispetto all'anno che sta per concludersi, ma la modifica più importante riguarderà un'agevolazione dei costi per la sosta invernale, così da invogliare ulteriormente i diportisti a mantenere l'imbarcazione ormeggiata tutto l'anno.

L'altra importante novità in arrivo è il ripristino dell'attività del pontile al molo Sant'Antuono, ormai fermo - e peraltro danneggiato - da numerosi anni: grazie a questo si recupereranno almeno 40 ormeggi, facendo ascendere il totale dell'offerta a circa 450 posti barca.

Recentemente, il dirigente al ramo aveva determinato un accertamento di entrate, in questo momento, dell'importo inferiore a quanto incassato lo scorso anno. Ma si tratta della somma minima, ma certa, e che fino alla fine del 2016 potrebbe incrementarsi fino a raggiungere quella del 2015, se non superarla.

La differenza è che, nel frattempo, alla darsena hanno fatto ritorno molte imbarcazioni e potrebbero arrivarne altre se, solo, fosse sottoposta, come l'amministrazione comunale vorrebbe realizzare al più presto, ad interventi straordinari e, soprattutto una sostanziale rivisitazione e programmazione che, peraltro, è già iniziata.

Dunque, il dirigente dell'Area lavori pubblici, Giovanni Didonna, ha accertato in entrata i proventi degli approdi turistici presso la darsena comunale nell'anno in corso, definendoli in 430.000 euro.

Si tratta, come dicevamo, di una somma minima, ma sicura che potrebbe anche incrementarsi, come si attende di verificare successivamente nel bilancio consuntivo del 2016.

Lo scorso anno gli incassi della Darsena furono di 540.000 euro, legati soprattutto al pagamento degli ormeggi da parte dei proprietari di imbarcazioni piuttosto grandi, circostanza che avveniva mentre, nel frattempo, quelli dei natanti di piccole e medie dimensioni lasciavano il porto di Trani perché ritenuto troppo costoso e, soprattutto, non all'altezza di erogare gli stessi servizi che ci si attenderebbe in un corretto rapporto qualità-prezzo.

L'amministrazione Bottaro ha invertito la rotta diminuendo le tariffe, soprattutto sulla base di un diverso criterio di calcolo non più basato sulla lunghezza delle imbarcazioni, ma sulla superficie.

Una perequazione che ha già convinto molti ad operare il controesodo e ritornare a Trani, perché si sono ricreate le condizioni economiche migliori per un approdo nel porto turistico d'Italia tra i più famosi per quanto bene integrato con il centro storico.

Si è addirittura scelto, per gli ormeggi brevi, di non fare pagare il secondo giorno, così da assicurare una più lunga permanenza a Trani, con conseguente volano per tutta l'economia locale.

Adesso, però c'è da fare molto altro. Il primo obiettivo, come dicevamo, è ripristinare il pontile molo Sant'Antuono, che da tre anni ha cessato l'attività, pur rappresentando l'ormeggio estivo ideale per tante imbarcazioni in transito.

Ed ancora, e soprattutto, approvare il piano regolatore del porto, con il quale Comune di Trani diverrebbe titolare delle concessioni che, oggi, invece è costretto a pagare alla Regione Puglia con un esborso economico che, a quel punto, verrebbe meno.

Inoltre, il varo dello stesso piano consentirebbe di effettuare il​ dragaggio,​ operazione fondamentale che manca da venticinque anni e non è più procrastinabile per un porto turistico il cui pescaggio si è progressivamente ridotto, tenendo fuori della città imbarcazioni che, diversamente avrebbero sicuramente fatto scalo a Trani: basterebbero cinque o sei di quelle per colmare subito l'apparente gap di 110.000 euro che attualmente si riscontra tra gli incassi del 2015 e quelli del 2016, ma che sono solo sulla carta. 


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