Si tiene a Trani presso il teatro Mimesis, in via Pietro Palagano 53, con porta alle 20.30 e sipario alle 21 nei giorni feriali e porta alle 18.30 e sipario alle 19 nei festivi, la commedia in dialetto tranese “La vita è una guerra”, per la regia di Marco Pilone. Queste le date delle restanti repliche: sabato 17 e domenica 18 dicembre.
Questa una sinossi, fornita dal regista: «Il “teatro popolare” porta in scena storie di vita quotidiana, quella del “popolino” con le proprie credenze, tradizioni, modi di dire, fare e vivere. In tale contesto vengono ambientati racconti genuini e semplici, spesso infarciti da elementi fiabeschi e di solito a lieto fine, in cui la bravura dell’attore è direttamente proporzionale alla affinità con il personaggio rappresentato e bravura del regista nell’individuare tali affinità presenti nei singoli elementi del cast a sua disposizione. Queste semplici caratteristiche hanno contribuito ad alimentare la falsa convinzione di una porzione del pubblico e di alcuni addetti ai lavori, secondo i quali, per gli argomenti trattati ed il bacino d’utenza, il teatro vernacolare, per funzionare e portare gente in sala, deve essere necessariamente leggero nei contenuti. Da oltre un ventennio, cerchiamo di proporre al nostro pubblico esperienze teatrali sempre originali e questo nuovo lavoro cerca di dimostrare l’infondatezza delle posizioni di coloro che sono convinti, che questo sia un genere di bassa categoria. Il teatro vernacolare, invece, oltre a presentare innumerevoli difficoltà tecniche e soprattutto linguistiche, offre la possibilità di portare in scena storie dal notevole spessore drammaturgico.
Proprio perché il “teatro popolare” rappresenta spaccati di vita quotidiana, le difficoltà legate ad una più possibile resa credibile aumentano. Infatti il nostro obiettivo non è solo quello di far divertire il pubblico, ma di mostrare una realtà fatta di gioie e pianto, risate e dolori nella quale lo spettatore può ritrovarsi. Se con “La vita è una guerra” riusciremo a farvi divertire, riflettere ed emozionare, avremo dimostrato che il teatro dialettale, si può fare non solo con effimere ironie dettate da laconiche battute d’avanspettacolo, ma soprattutto dalla volontà di rappresentare quella realtà che è alla base della nostra società contemporanea, le nostre radici che solo salvaguardando culturalmente eviteremo di far seccare».
Ingresso riservato ai soci con contributo di 10 euro. Si accede esclusivamente con prenotazione obbligatoria e fino ad esaurimento dei posti a sedere numerati. Per informazioni e prenotazioni, 3468259618 / teatromimesis.it
