I tanti giocattoli che i bambini ricevono da Babbo Natale in una società consumistica come la nostra hanno quasi sempre vita breve: vengono gettati, rotti, dimenticati in un armadio o in un cassetto, sostituiti da quelli più moderni e ovviamente più costosi.
Non è così per i bambini dell’ospedale oncologico pediatrico di Bari, soprattutto quelli costretti a trascorrere le festività natalizie in reparto, per i quali i giocattoli sono dei “premi” ricevuti dai dottori per essersi comportati bene ogni volta che hanno dovuto subire trattamenti di cura quali chemioterapie, prelievi di midollo; per i quali anche un piccolo pupazzetto può rappresentare una risorsa vitale per superare il tempo trascorso in corsia. Ce lo ha raccontato una donna di Trani, Giusy, la mamma di un bambino di nove anni che è stato ricoverato insieme a lei, per otto mesi, presso quell’ospedale, perché malato di leucemia, dalla quale è guarito a seguito di un trapianto di cellule staminali dai tessuti materni, avvenuto a Roma perché a Bari non c’è ancora una struttura in cui fare questo intervento, che però dovrebbe essere aperta a breve.
«Le infermiere hanno un cuore grande, e i dottori sono bravissimi», ci ha detto. A scapito di chi non si fida, o almeno non sempre, della sanità pubblica. All’interno dell’ospedale operano i volontari dell’associazione “Apleti onlus”, che donano un sorriso ai bambini ma anche un sopporto psicologico ed emotivo, oltre che un aiuto concreto, alle mamme che stanno affrontando le paure ed i dolori delle malattie oncologiche dei propri figli. Alcuni di essi, purtroppo, non ce l’hanno fatta.
I giocattoli che verranno raccolti domani, giovedì 8 dicembre, dalle 9 e fino alle 21, presso la sede “Oer”, Operatori emergenza radio, di Trani, in via Giuseppe Di Vittorio 47 sono destinati proprio ai volontari di “Apleti”. I giochi devono essere nuovi perché, ci dice ancora Giusy, «i bambini presenti in quei reparti hanno le difese immunitarie basse e quindi non possono utilizzare giochi usati, altrimenti potrebbero contrarre infezioni. Non importa se il giocattolo è troppo piccolo. Donerà un sorriso a dei bambini che stanno attraversando un momento difficile».
Donare un giocattolo, ma in generale dare insieme a chi si spende per gli altri, è un gesto che, in prossimità del Natale ma si spera tutto l’anno, ci aiuta a ricordare l’umanità predicata da Gesù. Perché, è bene che non si dimentichi, a Natale si dovrebbe festeggiare la nascita di Gesù, l’uomo che si dice stesse vicino a chi soffriva.
Federica G. Porcelli

