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Accuse ai dipendenti Amet, Flaei Cisl Puglia li difende: «L'obiettivo del sindaco di Trani è dare l'azienda in mano ai privati»

Siamo venuti a conoscenza dagli organi di stampa, della seguente dichiarazione del consigliere Corrado, nella seduta del consiglio comunale di lunedì 28/11/2016:
«Il vero problema dell’Amet continuano ad essere i dipendenti, che aspettano solo il 27 del mese per riscuotere, fermo restando gli errori che la politica in questi anni ha fatto. Il vero problema è un’azienda che continua a non funzionare. Da tempo però continuiamo a chiedere quale sia il futuro dell’azienda».

La Flaei-Cisl resta sconcertata e meravigliata di queste gratuite accuse fatte dal consigliere ai dipendenti Amet. Scegliere il personale come capro espiatorio è una vecchia strategia tesa ad allontanare le colpe dai veri responsabili di un’amministrazione aziendale poco consona, inefficace e, quindi, inefficiente. Il consigliere, forse, dimentica il buco di bilancio creato dall’amministrazione, da lui sostenuta (anno 2012), che ha tolto energie all’Amet e che ha determinato la situazione attuale e la sanzione della Cassa conguaglio; così come dimentica che Amet energia, azienda creata in quel periodo, è oggi in liquidazione dopo essersi caricata ingenti debiti.

Situazione che ha visto una presenza attiva del consigliere durante tutto il periodo di cui sopra. Temiamo, quindi, che si stia mettendo in atto un Piano per la spartizione dell’Amet, artatamente considerata un fardello (nonostante il bilancio 2015 sia in utile), mentre già si stanno preparando dietro le quinte i “soccorritori”. Il management aziendale ha proceduto, sulla base di un “Piano di razionalizzazione delle società partecipate”, proposto dalla Giunta comunale e mai approvato dal consiglio comunale (organo sovrano), ad affidare un incarico attuativo ad una specifica società. Tale piano prevede che si proceda allo “spacchettamento” dei servizi ed alla loro attribuzione a non meglio definiti “privati”. Le affermazioni del consigliere Corrado hanno forse lo scopo di facilitare questo percorso?

Evidentemente alcuni personaggi sono consapevoli della difficoltà di smembrare (senza motivazioni attendibili e giustificate) un’azienda storica con quasi 118 anni di attività alle spalle, per cui l’unica cosa che hanno pensato di fare è denigrare i dipendenti. Allo stesso modo ci sembra strano il comportamento del sindaco, che, invece di rilevare i punti luce non funzionanti nella città e segnalarli all’azienda, richiedendo l’immediato ripristino del funzionamento (così come si addice ad un’attenta gestione della cosa pubblica, in qualità di massimo responsabile), si limita a fotografarli e ad informare gli organi di stampa, tentando, a nostro avviso, di screditare l’operato dell’azienda e dei suoi dipendenti, come se non fosse lui a rappresentare l’amministrazione e il governo della città e, quindi, primo responsabile dell’eventuale malgoverno della cosa pubblica.

Lo scopo è chiaro, dimostrare, o tentare di farlo, che solo i privati possono risanare l’azienda. Tutto ciò nonostante la campagna elettorale, che lo ha portato a ricoprire la carica di sindaco, avesse registrato la volontà di dotare l’azienda di un management all’altezza della situazione, competente sullo scenario in evoluzione del settore dell’energia e in grado di programmare il rilancio dell’azienda e la sua riorganizzazione. Invece, l’amministratore delegato individuato è un commercialista con esperienza in liquidazioni di società, che ci risulta sia poco presente in azienda e forse anche non pienamente consapevole di tutte le attività svolte dai lavoratori Amet.

Non è possibile ascrivere ai lavoratori e al costo del loro stipendio tutti i mali di una distratta gestione economica ed industriale della società, le responsabilità sono ben altre. Non ci risulta, peraltro, che lo stipendio dei lavoratori Amet sia diverso da quello previsto dal Ccnl del settore elettrico, anzi, alcuni istituti contrattuali sono stati, unilateralmente e in maniera arrogante, dall’oggi al domani, disattesi. Questi tanto vituperati scansafatiche dei dipendenti quando si è trattato di lavorare per i grossi
lavori dell’allargamento della strada provinciale Andria-Trani, quando si è trattato di ripristinare decine e decine di cabine Mt/Bt e migliaia di metri di linea aerea Mt, oggetto di furto di rame, si sono prodigati, nonostante fosse in atto uno stato di agitazione, per terminare i lavori e ripristinare il servizio ai clienti in tempi ristretti.

I lavoratori sono stati attaccati per la le lampade spente (98 in tutto), dimenticando che Amet gestisce oltre 6000 punti luce e che se c’è stato qualche ritardo questo non può che attribuirsi al mancato avvicendamento degli operai andati in pensione e mai sostituiti da nuove risorse. Quelli attualmente in servizio (11) si devono distribuire tra i problemi della rete, gli allacciamenti dei clienti, la pubblica illuminazione, i semafori e gli impianti di videosorveglianza.

Vorremmo solo ricordare che, in passato, prima di acquisire gli impianti di distribuzione dell’Enel, lavoravano 22 operai, con una rete pari a un terzo dell’attuale, con conseguente mancata occupazione di posti di lavoro che sarebbero una grande opportunità per i giovani di un territorio alle perenni prese con una pesante disoccupazione giovanile. Si sa, però, che questi sono temi che non interessano il palazzo di governo comunale, ben altri interessi attirano l’attenzione di certi politici e consiglieri.

A questo punto ci chiediamo :
- dove sono i piani di ristrutturazione dell’Amet da noi richiesti da anni?
- Quali investimenti il comune intende fare in Amet?
Nel frattempo , dopo ripetute richieste di incontro, siamo ancora in attesa di una convocazione da parte dell’amministratore delegato Amet.

Se questa è l’attenzione che egli ha nei confronti delle parti sociali ne prendiamo atto!

Per la Segreteria Regionale Flaei Cisl Puglia - Natale Lattanzi

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