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Trani-Andria, il ponte a metà strada fu eliminato per la presenza di grotte: realizzarlo adesso costerà 2 milioni, ma i soldi li avrebbe solo la Regione

La Regione Puglia, oltre che massimo finanziatore, diventa a maggior ragione l'interlocutore imprescindibile per inserire nell'opera dell'allargamento e messa in sicurezza della Trani-Andria, sebbene in maniera postuma, il tanto invocato ponte utile all'inversione di marcia.

Nel progetto l'attraversamento aereo c'era, ma nel corso dei lavori è stato stralciato: infatti, secondo quanto ha spiegato il capo dell'Ufficio tecnico della Bat, nonché direttore dei lavori, Mauro Maggio, «durante l'esecuzione delle opere è emersa una serie di grotte e cavità, all'altezza dell'ex incrocio semaforico di contrada Puro vecchio, sul versante di Barletta, che avrebbe reso necessaria una variante di progetto particolarmente onerosa. Per realizzare quel ponte, si sarebbe dovuto costruire anche un viadotto di raccordo, non potendo il ponte svilupparsi lungo il classico terrapieno, ma questo avrebbe elevato decisamente il costo dell'opera».

Per questo motivo i lavori sono proseguiti facendo a meno del ponte, che si potrà realizzare, appunto, con altri 2 milioni di euro finanziabili esclusivamente dalla Regione, poiché né la Provincia, né i Comuni di Trani ed Andria hanno fondi disponibili per fare fronte a questa che, pure, è diventata una necessità imprescindibile di tutti i frontisti.  

Gli imprenditori della zona, ultimamente, si sono fortemente lamentati della viabilità lungo le complanari, nonché dei maggiori percorsi che sono costretti a sostenere nell'assenza di un'inversione di marcia.

Nei giorni scorsi il tavolo tecnico (che era stato pianificato nel corso di un incontro all'hotel Trani) s'è costituito e riunito, ma se ne è evinto che,  senza​ quei 2 milioni, difficilmente si potrà andare da alcuna parte.

Né tanto meno sembra praticabile l'ipotesi di allargare le complanari che, essendo a senso unico, devono avere quella larghezza di legge e non possono superarla.

Alcune opere di mitigazione dei disagi saranno realizzabili, ma il problema più grosso, quello dell'attraversamento della strada, resterà tale fino a quando non si materializzeranno altri 2 milioni realizzare quel ponte, inizialmente previsto e poi cancellato.


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