Nessuna novità per quanto riguarda l'inquinamento da metalli nella discarica di Trani. L'ultimo prelievo di campioni d'acqua dai pozzi al servizio dell'impianto di contrada Puro vecchio, e relative analisi, datati 3 novembre, hanno determinato risultati quasi sovrapponibili a quelli precedenti, con l'aggravante che i valori sono aumentati.
Infatti, il manganese ha toccato la ragguardevole quota di 100,7 microgrammi per litro, a fronte dei 50 previsti come limite di legge. Nella rilevazione precedente, del 21 ottobre, il valore era 90,3. Il pozzo di riferimento, come sempre, è il P6v, a valle, il più vicino alla rottura che ha determinato la chiusura dell'impianto il 5 settembre 2014.
Al pozzo P2m, che invece si trova a monte, e che aveva fatto registrare anomali incrementi del nichel durante l'estate, tenuto particolarmente sotto controllo anche dalla Procura della Repubblica, nonché dall'Arpa, si registra a sua volta un innalzamento del valore del nichel: tale metallo, per quanto rimanga al di sotto del limite di 20 microgrammi per litro, sale a 17,8 , mentre nella precedente rilevazione si era attestato a 7,1.
Nel frattempo non si registrano sostanziali novità sulle gare d'appalto per la copertura dei lotti e sulle opere del piano di caratterizzazione. Gli unici atti formali concreti degli ultimi mesi restano l'ordinanza sindacale di chiusura, prima, ed il provvedimento di dissequestro della Procura della Repubblica, poi.

