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In Puglia, nessun servizio di supporto per studenti ciechi ed ipovedenti: oggi protesta a Bari. A Trani, una decina i ragazzi che ne usufruirebbero

«Il Consiglio regionale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti ha lungamente pazientato, confidando nelle più volte manifestate promesse e assicurazioni del presidente regionale Emiliano, dell’assessore Negro, dei dirigenti al welfare della Regione Puglia, del sindaco della città metropolitana di Bari e dei presidenti delle altre province, ma ora ritiene motivatamente che la situazione si sia fatta insostenibile». Inizia così la nota giunta in redazione a firma del presidente regionale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, Luigi Iurlo.

«Il servizio di supporto specialistico scolastico ed extrascolastico in favore degli studenti disabili visivi frequentanti le scuole di ogni ordine e grado, realizzato in continuità da oltre 20 anni in tutta la Regione, non è stato avviato in nessuna delle province pugliesi e il servizio di centro diurno e assistenza domiciliare ai videolesi pluriminorati, avviato solo nella città metropolitana di Bari, si teme possa essere interrotto a partire dal prossimo mese di gennaio» prosegue.

«Si è chiesto ripetutamente da oltre tre mesi, con modi rispettosi e pacati, all’assessorato al welfare della Regione Puglia, al sindaco della città metropolitana di Bari e ai presidenti delle province pugliesi di provvedere tempestivamente a garantire per i disabili visivi, anche pluriminorati, i servizi, di cui all’art. 17, comma 1, lett. e), della legge regionale 19/2016,  già posti in essere nello scorso anno scolastico, in modo da non determinare alcuna interruzione delle prestazioni, con conseguente disagio per coloro che legittimamente ne hanno usufruito, e di avviare il previsto monitoraggio degli stessi servizi, individuando, gradualmente e in modo condiviso e senza inutili atti d’imperio, anche forme alternative di erogazione, gestione e finanziamento degli interventi già in essere nel precedente anno scolastico.

Tuttavia si deve riconoscere con rammarico che tanta prudenza, rispetto e attenzione per i rappresentanti dei nostri enti locali si è rilevata del tutto inutile: ad oltre tre mesi dall’inizio dell’anno scolastico, i servizi non sono stati avviati e neppure il previsto tavolo di discussione con le associazioni dei disabili, luogo in cui speravamo di evidenziare le specificità con cui va garantito il diritto allo studio dei disabili visivi e di concordare le modalità di realizzazione degli interventi dovuti, è stato convocato.

Siamo di fronte ad una palese e gravissima interruzione di pubblici servizi fondamentali per  il livello di qualità della vita degli alunni e delle persone cieche, ipovedenti e videolese pluriminorate.

L’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti è costretta a metter in atto plateali azioni di protesta e, a questo punto, chiede espressamente e con forza l’intervento e la tutela da parte della magistratura per assicurare un diritto costituzionalmente garantito che nessun capotico “Allegato tecnico”, predisposto da Dirigenti regionali preoccupati solo di risparmiare risorse sulla pelle dei disabili visivi e, cosa ancora più deplorevole, sulla pelle dei videolesi pluriminorati, i più deboli tra i disabili,  potrà negare».

Per la cronaca, sono una cinquantina gli studenti che, nella Bat, usufruiscono di questo servizio, di cui dieci di Trani. Uno il cieco pluriminorato che, a Trani, si dovrebbe avvalere  della assistenza domiciliare.


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