Verserà la sua quota annuale di adesione al circuito “Città slow”, 3.500 euro, l’amministrazione comunale di Trani. La nostra città ha aderito, con deliberazione del consiglio comunale del 2000, guidato dall’allora sindaco Carlo Avantario, alla Rete internazionale delle “Città slow”, approvandone la Carta costitutiva. “Città slow” è una rete di comuni che si impegna nel migliorare la qualità della vita degli abitanti e dei visitatori, trasferendo al governo cittadino le esperienze maturate nel mondo enogastronomico attraverso la rete di “Slow food”.
Le “Città slow” sono centinaia in tutta Europa, e sono considerate «del buon vivere». L’anno scorso, Trani figurò su Skyscanner tra le dieci “città slow” più belle d’Italia per «qualità della vita, rispetto della natura, tanta bellezza e serenità».
Nell’articolo avevamo peraltro sottolineato come sotto il cartello più importante che ricorda l’adesione di Trani alla rete Città slow, in piazza Teatro, si accumuli ogni sera un’impressionante e poco coerente quantità di rifiuti in una piazza non proprio «slow».
Federica G. Porcelli

