Sono ripresi in città gli interventi di ripristino del manto stradale in seguito ai lavori di posa dei cavi in fibra ottica.
Tuttavia, i lavori sembrano dividersi in due modalità. In alcuni casi, come in via Umberto, all'intersezione rispettivamente con via Edoardo Fusco e via Marsala, il ripristino ha riguardato una porzione stradale più ampia o, addirittura, come nel caso di via Margherita di Borgogna, metà carreggiata (i canonici tre metri previsti dal vigente regolamento comunale). In altri, invece, come in via Radeprando da Trani o nella stradina che collega via Cittadella a via Madonna delle Grazie, le tracce lasciate dagli scavi sono state risistemate con una lunga striscia d'asfalto, larga all'incirca 1-1,5 metri.
La prima tipologia di ripristino avviene soprattutto in prossimità dei pozzetti in cui sono allocate le centraline delle varie compagnie telefoniche: un intervento, quindi, d'obbligo. La seconda, invece, riguarda le porzioni di manto stradale dove sono stati posati i soli cavi.
Dunque, nonostante gli attriti tra il Comune di Trani e l'impresa esecutrice dei lavori proprio a causa degli interventi precedentemente effettuati, questi proseguono con le stesse modalità, in forza del fatto che la profondità degli scavi non è di tale entità da richiedere un più considerevole ripristino.
L'impressione generale, comunque, è che la linea seguita sia quella di valutare le situazioni volta per volta, come nel caso di via Cittadella.
In effetti, la vera notizia, che rasenta il miracolo, è che questa strada da tempo martoriata (o meglio, un suo tratto, quello compreso tra via Bebio e via Amedeo) è stata finalmente riasfaltata, anche se non tutto il tratto in questione. La parte terminale (quella all'intersezione con via Amedeo), infatti, non è stata minimamente toccata dai lavori; mentre, metà carreggiata dell'altro tratto (all'intersezione con via Bebio) è stato asfaltata completamente, l'altra solo in corrispondenza del marciapiede, dove si erano aperti ormai crateri di tipo lunare.
Una buona notizia, insomma, sperando, però, che in un futuro prossimo sia l'intera piazza ad essere oggetto di lavori di più ampio respiro e portata.
Stefano Mastromauro







