Un nuovo approccio per il monitoraggio della leucemia linfatica cronica. Questo quanto studiato dai ricercatori del Laboratorio per le scienze ematologiche (afferente alla sezione di Ematologia con trapianto dell’Università di Bari), tra i quali c'è anche una tranese, la biologa Luciana Impera. Lo studio è stato condotto grazie alla tecnica del droplet digital Pcr ed è stato pubblicato sulla rivista internazionale “Oncotarget”. A finanziarlo, l'Ail, Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma.
Il gruppo di ricerca ha individuato la mutazione del gene NOTCH1 che si manifesta molto frequentemente nella leucemia linfatica cronica. «Si tratta – ci spiega la biologa tranese – di un gene il cui monitoraggio permette di capire dove intervenire più tempestivamente durante il decorso della malattia, che è molto lungo. Questo monitoraggio ci dà una indicazione dal punto di vista clinico–medico». Impera è laureata all’Università di Bari, dove ha svolto anche un dottorato in Genetica ed evoluzione molecolare. «Tutti i miei colleghi sono biologi e ricercatori. Attualmente mi sto occupando di leucemia cronica».
La sezione, che si occupa di studi in ambito onco-ematologico, diretta da Giorgina Specchia e coordinata da Francesco Albano, è composta anche da Paola Casieri, Nicoletta Coccaro, Cosimo Cumbo, Giuseppina Tota, Paola Orsini, Claudia Brunetti, Antonella Zagaria, Annamaria Giordano, Ezio Minervini, Mariella Mattia, Angela Minervini, Luisa Anelli.
Federica G. Porcelli - in foto, il gruppo di ricerca, con Impera, la prima a destra
