Dopo diciotto anni consecutivi di onorata partecipazione, il Comune di Trani esce dal Patto territoriale nord barese ofantino, di cui era stato uno dei costituenti il 17 luglio 1998. La formalizzazione dell'uscita avverrà il 31 dicembre 2017. Lo ha approvato il consiglio comunale con 22 voti favorevoli, 2 astenuti e 4 contrari.
Nell'anno di fondazione la società consortile a responsabilità limitata era formata da undici comuni, quasi tutti riconducibili alla futura provincia di Barletta-Andria-Trani, con l'eccezione di Corato.
Negli ultimi anni, peraltro si erano già tirati indietro i comuni di Canosa, Trinitapoli e San Ferdinando. Trani è il quarto comune ad uscire dalla società e si tratta di una scelta particolarmente significativa sul futuro dell'agenzia stessa.
Peraltro proprio a Trani, fino a poco tempo fa, a palazzo Caccetta, aveva avuto sede l'agenzia turistica del Patto, denominata Puglia imperiale, successivamente transitata nella città di Corato.
Lo scopo del patto territoriale nord barese ofantino è «operare a supporto delle politiche e programmi degli amministrazioni socie, nella direzione del sostegno ai processi di crescita civile, sociale ed economica del territorio, del suo tessuto produttivo e delle popolazioni locali, costituendone elemento di integrazione positiva nei processi di globalizzazione in atto».
La prima decade del 2000 è stata quella di maggiore fulgore della società, che ha intercettato numerosi finanziamenti ed aiutato così numerosi soggetti, pubblici e privati. Oggi il capitale della società è di 74.112 euro e la partecipazione diretta del Comune di Trani è pari a 161 quote, vale a dire l’11,3 per cento. Alla luce di questi dati, la città versa una quota annuale di 91.312 euro.
Esattamente un anno fa Il 31 dicembre 2015 il consiglio comunale approvava il Piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate del Comune di Trani. Nel provvedimento, pur riconoscendo all'agenzia notevole importanza all'attività di accesso ai finanziamenti europei, nazionali e regionali, si evidenziava come «tale obiettivo possa essere raggiunto con modalità diverse, più snelle e funzionali alle esigenze dell'amministrazione»-
Pertanto, già all'epoca, si proponeva la dismissione della partecipazione in assenza di un progetto di ristrutturazione e rilancio dell'agenzia. Trascorso un anno, «e non risultando in fase di completamento progetti in favore del Comune di Trani - fa sapere l'assessore proponente del provvedimento, Luca Lignola -, né tanto meno un progetto di ristrutturazione e rilancio dell'agenzia, richiesto quale condizione per il mantenimento della partecipazione», il consiglio comunale intende dare seguito all'articolo 11 dello statuto societario, che consente ai soci il recesso dalla società.


