Di seguito, l'intervento con cui il sindaco, Amedoe Bottaro, ha motivato in consiglio comunale l'uscita di Trani dal Patto territoriale.
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Non abbiamo scritto in delibera cosa fa il Patto, perché non fa niente: lo fanno alcune agenzie del Patto, a pagamento.
Perché usciamo oggi? Perché, dopo l'approvazione del Piano di razionalizzazione, ci demmo un tempo per l'analisi e, a loro, lo stesso tempo per mostrarci cosa fanno: la risposta è stata il nulla.
Condivisione con i sindaci? Sarebbe un modo per andare avanti tirando a campare, così non accade nulla. Invece, poiché nel 2017 saremo ancora nel Patto, siamo noi che abbiamo un anno per un'eventuale soluzione che salvi anche, se possibile, quei posti di lavoro.
Ci si riconosca il coraggio della scelta anche perché, quando il Patto avrebbe dovuto avere un ruolo, vedi il Piano costiero provinciale e quello delle periferie, al tavolo non l'abbiamo mai visto.
L'anno scorso Barletta già voleva uscire, e fu proprio il sottoscritto a frenare il collega Cascella dando loro un ultima possibilità: adesso, uscendo Trani, anche gli altri comuni si assumeranno le rispettive responsabilità. La condivisione verrà dopo, nella Bat, per trovare le soluzioni alternative.
Questa scelta riafferma la centralità della politica tranese, bipartisan e della città di Trani: è finito il tempo di attendere cosa fanno Andria e Barletta, decidiamo noi.
