Il ritorno del concerto di Capodanno e, soprattutto, la prima volta dello stesso in cattedrale. In altre parole, due piacevolissime novità per suggellare l’inizio del nuovo anno, da una parte, e le manifestazioni del Natale tranese, dall'altra. La serata, che ha visto al centro della scena la Grande orchestra italiana, diretta del maestro Simone Mezzapesa, è stata organizzata dalla Fondazione Seca in collaborazione con il rettore della Basilica cattedrale, don Nicola Maria Napolitano, ed il Comune di Trani, rappresentato dal sindaco, Amedeo Bottaro.
Don Nicola aperto la serata esperimento compiacimento per la scelta degli organizzatori di tenere il concerto in una basilica che, in questo modo, è stata riportata al suo ruolo di gran centro di condivisione dell'arte e del bello, oltre che della liturgia. E Bottaro, dal canto suo, non ha mancato, anche in questa circostanza, di ringraziare sia l'autorità religiosa, sia la Fondazione Seca, per avere consentito al Comune di Trani, limitando al massimo le spese, di realizzare un altro importante appuntamento del cartellone di fine anno, gratificato da una folta presenza di pubblico.
Al resto c'ha pensato il programma del maestro Mezzapesa che, in un'ora e mezzo di concerto, ha spaziato tra le dolci melodie del Natale ed alcune colonne sonore di film famosi, mettendo soprattutto in condizione i vari strumentisti e solisti di mostrare tutto il loro talento. Fra questi, Antonio Santoruvo (tromba), Vito Formiglio (trombone), Luciano Francavilla (clarinetto), Antonio Frascella (tromba), Miriam Delvino (flauto), Alfio Carioggia (tastiere), Nicola Cozzella (sax), Antonio Cazzolla (tromba) e, soprattutto, le voci femminili di Simona Muggeo e Antonella Giovine, che hanno dato ulteriore grazia e profondità alle esecuzioni della formazione.
Aperto dalla sinfonia numero 40 di Mozart, arrangiata da Mezzapesa in chiave moderna intrecciando voci di clarinetto e sax con sezioni di ottoni che realizzano un ritmo piacevole all'ascolto, il concerto è proseguito con, fra le altre, White Christmas, i medley di Albinoni e Morricone, La vita è bella, di Piovani. Ed ancora, Aprite le porte a Cristo, brano scritto da monsignor Marco Frisina per la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, interamente cantato dal coro dell'orchestra con la voce solista di Simona Muggeo. Quest’inno è diventato famoso proprio grazie alle parole di Papa Giovanni Paolo II – «Non abbiate paura, aprite, anzi spalancate le porte a Cristo».
In chiusura, la Marcia di Radetzky e l'inno nazionale italiano hanno suggellato una piacevolissima serata, che potrebbe diventare a questo punto la prima di tante, facendo di questo appuntamento una tradizione consolidata negli anni.





