Lo scorso 9 giugno fu presentata in villa comunale l'ancora in ferro, risalente al XVIII secolo, rinvenuta in mare nel 2013 dalla ditta “Nuova Oceanus Orca” e restaurata dalla ditta "Carlo Usai", al costo di 11.300 euro oltre Iva.
L’ancora è appartenente ad una nave veneziana, presumibilmente una marsigliana, che, nel 1755, a seguito di un violento fortunale, naufragò sulla costa vicino Trani, in località detta il caraturo. Nel naufragio morirono il comandante ed altri quattro membri dell’equipaggio con la perdita di gran parte del carico. La nave proveniva da Corfù ed era diretta a Venezia, suo porto di armamento.
A qualche mese di distanza, siamo passati a verificare lo stato dell'ancora. Essa appare in buone condizioni, frutto, forse, di una recente pitturazione. La nota stonata, invece, è rappresentata dalla ruggine che ha ormai chiaramente intaccato il piedistallo su cui è appoggiata l'ancora, costituito da due blocchi di pietra, e la ghiaia sottostante.
La composizione, pur molto suggestiva dal punto di vista estetico, non rappresenta la soluzione migliore, dal momento che la vicinanza al mare e gli agenti atmosferici tendono ad alimentare in modo continuo la "colata" di ruggine e a rovinare la bellezza ed il pregio del manufatto.
Dunque, delle due l'una: o serve una costante manutenzione o è opportuno pensare ad una soluzione diversa.
Stefano Mastromauro


