Hanno atteso pazientemente il loro turno, accettando di buon grado di essere sopravanzati dai beneficiari del fitto casa, pagati in massa fino al 28 dicembre. Nel frattempo, però, è finito l'anno e, con quello, sono anche finiti i soldi.
Così, per presidenti e scrutatori del referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, la sorpresa s’è materializzata a partire da ieri, presso gli sportelli della tesoreria comunale di corso Vittorio Emanuele: alla richiesta degli aventi diritto della somma spettante (130 euro per i presidenti, 104 per gli scrutatori) la risposta è stata: «Abbiamo chiuso l'esercizio il 31 dicembre, chi è venuto ha riscosso, chi arriva adesso riceverà l'assegno a casa».
Per l'invio dell'assegno circolare serviranno almeno quindici giorni, ma il punto è un altro. Infatti, poiché la maggior parte di presidenti e scrutatori alla tesoreria non si è presentata, saranno numerosi gli assegni circolari da inviare, con le conseguenti spese postali che saranno addebitate al Comune: un aggravio di costi che, francamente, si sarebbe potuto evitare.
Proprio quell'assegno circolare, infatti, si sarebbe potuto rilasciare già alla fine del turno elettorale, nel momento in cui il presidente riconsegnava all'economato l'ultima busta, segno dell’avvenuto, corretto completamento delle operazioni svolte.
Così invece non è stato e, pertanto, dopo il caso delle elezioni amministrative del 2015, con un'attesa lunghissima e snervante a causa della mancanza di fondi, questa volta gli stessi sono addirittura finiti troppo presto: la pur ineccepibile «chiusura di esercizio» ha spiazzato tutti e, adesso, bisognerà attendere che il postino bussi a casa.

