Dal depuratore adeguato una mano per l'agricoltura, utilizzandone i reflui per irrigare i campi. Se n'era parlato in un recente convegno a Trani, ma adesso è nero su bianco con il doppio atto d'indirizzo approvato dalla giunta comunale.
Anche in questo caso, Trani manifesta interesse rispetto ad un invito della Regione, disposta a finanziare interventi per l'attivazione e l'esercizio di sistemi di recupero e riutilizzo in agricoltura delle acque reflue urbane depurate.
Lo scorso 18 aprile la Regione aveva sollecitato gli enti interessati a presentare manifestazioni di interesse preliminare per il finanziamento di interventi in materia.
In seguito alla manifestazione d'interesse inoltrata dal Comune di Trani, relativa al depuratore attualmente in esercizio in via Finanzieri, è stato convocato un tavolo tecnico istituzionale per verificare l'ammissibilità tecnica e finanziaria dell'iniziativa proposta.
«Nel corso del tavolo tecnico - fa sapere l'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio -, è stato dichiarato che la misura proposta non finanzia la realizzazione di nuove reti irrigue ma, unicamente, opere di collettamento e necessarie all'adeguamento e potenziamento del depuratore cittadino, utili a raggiungere i valori limite di emissione ai sensi del decreto ministeriale 185 del 2003».
Dallo stesso tavolo, peraltro, «è emersa la necessità di acquisire e formalizzare, presso la Regione - spiega ancora l'esecutivo -, le varie informazioni necessarie: esistenza di reti irrigue; presenza di domanda ai fini irrigui da parte degli operatori; tutti gli elementi utili alla redazione del cosiddetto Piano di gestione. È emersa, altresì - aggiunge di Gregorio -, la possibilità di utilizzo delle acque depurate non solo ai fini irrigui, ma anche per il riuso industriale lungo la direttrice Trani-Barletta».
La giunta, quindi, aveva ritenuto necessario «procedere alla pubblicazione di un avviso con il quale invitare tutti i soggetti interessati a presentare manifestazione di interesse, non vincolante per il Comune di Trani, per l'eventuale disponibilità ad utilizzare le acque reflue depurate per uso irriguo e, comunque, per qualsiasi altro uso utile per la collettività».
Emanato l'avviso pubblico, sono pervenute tre manifestazioni di interesse, di cui una da un singolo, cittadino singolo, il signor Domenico Musicco, ed altre due da soggetti collettivi: il Consorzio agricoltori tranesi ed il Consorzio aziende lavorazione di marmo e pietre “Cogeser”.
Nel frattempo, il Comune di Trani è stato ammesso con riserva al finanziamento. Per cancellare la riserva ed ottenere i fondi regionali previsti, sarà necessario trasmettere allo stesso governo pugliese, entro il prossimo 16 gennaio, uno studio di fattibilità dell'intervento, completo anche della quantificazione della spesa prevista e dei dati tecnici ed agronomici dell'intervento stesso.
Di conseguenza, la giunta comunale ha formulato apposito atto di indirizzo al dirigente dell'Area lavori pubblici, Giovanni Didonna, perché predisponga tutta la necessaria documentazione tecnica come richiesta dalla Regione Puglia, anche attraverso un affidamento di incarico professionale a tecnici esterni all'ente ed in possesso di adeguata e specifica professionalità.


