Era pronto a partire per Santo Domingo, giacché i carabinieri, nel momento in cui entravano nel suo appartamento per il fermo di polizia giudiziaria, ritrovavano un trolley contenente abbigliamento estivo, segno della volontà di trasferirsi in un paese caldo, in virtù della relazione sentimentale con una ragazza del posto e, soprattutto, una richiesta di passaporto avanzata presso la Questura di Bari.
Il viaggio nella Repubblica dominicana, però, non si è realizzato perché Vito Corda, dopo il fermo di sabato notte per concreto pericolo di fuga, ieri mattina è stato arrestato su disposizione del Giudice per le indagini preliminari, Rossella Volpe, in accoglimento della richiesta del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Marcello Catalano.
L'ipotesi a suo carico, in concorso con altri soggetti, allo stato non ancora noti, ritenuti di notevole spessore criminoso, è estorsione aggravata, a volte tentata, a volte consumata, ai danni di imprenditori e commercianti di Trani.
In taluni casi, per ottenere le somme di denaro richieste, fino a 30mila euro annui, il sodalizio non avrebbe esitato ad esercitare, oltre la minaccia psicologica, anche quella fisica e delle armi, utilizzando una pistola e, persino, un coltello giapponese.
Secondo gli inquirenti, Corda avrebbe agito con spiccata aggressività e spregiudicatezza, recandosi personalmente dalle vittime per incutere elevato timore.
L'indagato, nel corso dell'interrogatorio, si è avvalso della facoltà di non rispondere e i suoi avvocati hanno scelto una posizione attendista nell'attesa di conoscere, alla chiusura delle indagini, tutte le contestazioni addebitate a Corda ed al sodalizio criminoso.
Le stesse, condotte dai carabinieri della Compagnia di Trani, si sono articolate fra ricostruzioni investigative, denunce di alcuni degli imprenditori oggetto di richieste di pizzo ed immagini di telecamere di sorveglianza.

