«Non voglio dire che nella scuola italiana non si fa niente, ma che ci sono traguardi che essa non raggiunge nella giusta misura». Apre così Francesco Sabatini, linguista, filologo, lessicografo e presidente onorario dell’Accademia della Crusca, l’incontro “La lingua è dentro di te - riflessioni sulle strategie degli apprendimenti”, una occasione più unica che rara concessa dai dirigenti del quarto circolo didattico "Beltrani", Gabriella Colaprice, e della scuola secondaria di primo grado "Baldassarre", Gabriella Catacchio, di ascoltare uno dei più stimati professori italiani. A Sabatini sono state conferite la Medaglia d’oro per meriti culturali e l’onorificenza di Cavaliere di Gran croce della Repubblica.
Ha moderato l’incontro Carmen Tarantino, ed è intervenuta per i saluti istituzionali l’assessore alla pubblica istruzione Debora Ciliento, che Sabatini ha chiamato «assessora».
Sull’uso del congiuntivo, Sabatini ha una posizione “flessibile”. «La lingua è soggetta alla trasformazione ed al cambiamento, non costituisce un dramma il fatto di dire “Se lo sapevo, ti aiutavo”. Oggi l’italiano è più parlato che scritto: infatti, non si pensava che sarebbe stato parlato da sessanta milioni di persone». La grammatica, ha detto Sabatini, e chi ha studiato linguistica ne è perfettamente a conoscenza, «è già all’interno di noi». Ecco spiegato il titolo dell'incontro.
Il presidente onorario dell’Accademia della Crusca “salva” anche i giornalisti, spesso accusati di strafalcioni, la maggior parte dei quali dettati dalla necessità di essere brevi: «Spesso nei titoli di giornali leggo che viene preferito l’indicativo al congiuntivo. Esistono tutte e due le forme, non è un dramma se il giornalista usa quella all’indicativo per necessità di brevità».
Continuando a parlare della scuola italiana, il linguista si è soffermato sulla formazione universitaria dei docenti: «Nelle facoltà italiane, fino agli anni Settanta non si è studiata la linguistica, la scienza del linguaggio, cioè la riflessione della lingua in termini scientifici. Chi ha avuto la fortuna di laurearsi successivamente, ha studiato linguistica generale e italiana. Gli altri docenti, devono aggiornarsi, recuperare le nozioni di linguistica».
L'incontro ha costituito un grandissimo momento di arricchimento per i docenti e soprattutto per i non addetti ai lavori.
Federica G. Porcelli




