“Rivoluzione socialista, idee e proposte per cambiare l’Italia”: questo il titolo del nuovo libro presentato nella rassegna “Scrittori nel tempo” eccezionalmente tenutasi al Polo museale di Trani e che ha visto dialogare con l’autore, Enrico Rossi, non solo Vito Santoro, critico e curatore della rassegna, ma anche Francesca Zitoli, insegnante e consigliere comunale a Trani con la “Lista Emiliano”.
Santoro ha chiesto a Rossi, del Pd, presidente della Regione Toscana, al suo secondo mandato, che cosa significhi oggi «lotta di classe». Difatti è innegabile che oggi quella lotta sia stata vinta dai ricchi. «L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, non sul reddito garantito – ha risposto Rossi –. La sinistra deve accettare l’idea della gestione del mondo “così come è”, con un’idea di uguaglianza. Poi resta il problema di chi resta indietro». Il reddito di cittadinanza, secondo l’opinione del presidente della Toscana, costituisce un «elemento di rischio».
Ma il lavoro deve essere “dignitoso”: «Ci sono troppi supermercati e laboratori che lavorano anche il primo dell'anno. Sono convinto dell'importanza del capitalismo sociale, quello virtuoso, con cui costruire una alleanza per lo sviluppo a favore di chi investe e fa innovazione. Bisogna, invece, essere più chiari con il capitalismo parassitario, che prende i soldi e non li restituisce».
Zitoli ha chiesto a Rossi come dovrebbe essere secondo lui la politica virtuosa: «Io non sono cattolico, eppure mi rendo conto che oggi chi dice cose più rivoluzionare è papa Francesco. La politica deve mutuare il messaggio universale etico e tradurlo in proposte politiche», e cosa pensi dei “precari digitali”, cioè di tutti quei ragazzi che lavorano nel mondo della comunicazione (social media, per esempio) per pochi euro. «Io da giovane ho iniziato a lavorare scrivendo articoli – ha raccontato Rossi - , prendevo 10 mila lire al pezzo. Oggi i “nuovi digitali”, se tutto va bene prendono due euro. Ma dove sta scritto che bisogna trattare così la nuova generazione? Voglio vedere se gli editori non lo fanno perché non possono o perché sfruttano».
Diverse le domande poste dai presenti all’incontro. Nicola Amoruso, segretario del Pd di Trani, ha chiesto a Rossi cosa pensi del fenomeno dell’immigrazione. «Bisogna accogliere, ma i flussi vanno regolamentati», ha risposto il presidente della regione Toscana. E c’è stata poi una domanda molto interessante, posta da un ragazzo: «Ma oggi il Pd chi rappresenta? Negli altri Paesi europei il partito socialista è “operaio”, rappresenta gli operai, qui chi rappresenta?». Ma la domanda sarebbe da estendere a tutti i partiti e i movimenti. Le fasce deboli della società da chi sono rappresentate?
Federica G. Porcelli


