Tra i progetti di villa Guastamacchia c’è anche uno fortemente voluto dal presidente dell’Auser, Antonio Corraro: l’orto sociale.
Si tratterà di uno spazio composto da 21 aree da 30 metri quadrati ciascuna a disposizione dei fruitori del centro. L'orto sociale prevedrà attività collettive di giardinaggio, orticoltura e frutticoltura, promuovendo così pratiche rispettose dell'ambiente e soprattutto la creazione ed il consolidamento di legami sociali.
«Quando fu inaugurata la riapertura del centro – ha detto Corraro ai nostri microfoni - già dicemmo che il nostro sogno era l’orto sociale. Abbiamo trovato una benefattrice che ci ha donato dei fondi in onore del marito e del figlio che sono deceduti. Tra venti giorni partiranno i lavori. Il progetto c’è, ed è a cura dell’architetto Cuccovillo, ci sono i fondi. Sarà fatto un mercatino tra i vari soci all’interno del quale ognuno potrà scambiarsi quello che ha coltivato».
E a partire da lunedì ci sarà una raccolta fondi, tra cittadini e privati, al fine di creare un altro progetto, due campi da bocce per gli anziani, insieme a delle giostrine per i bambini, affinché tutti possano usufruirne. Villa Guastamacchia, infatti, non è pensata solo per gli anziani, ma tende ad essere un punto di incontro tra generazioni: si pensa ad anziani che studiano insieme ai nipoti con i volumi del “bibliopoint” e a nonni che giocano con i bambini sulle giostrine. Ma il centro polivalente sarà soprattutto un punto di riferimento del quartiere: lo dimostrano la presenza, all’inaugurazione, sia di Don Dino Cimadomo, parroco della chiesa che è in fase di costruzione, san Magno, che il presidente del Comitato di quartiere Stadio.
Il programma delle attività è stato supervisionato e co-progettato dall'Assessorato alla programmazione sociosanitaria e realizzato dall'Auser di Trani in cooperazione con numerose altre realtà del terzo settore: Croce rossa italiana, Il colore degli anni, Xiao Yan, Il delfino blu, Auser giovani, Caf Cgil.
Federica G. Porcelli





