A novembre, avevamo dato una notizia passata inosservata: quello di un impegno di spesa, da parte della giunta comunale di Trani, di 2mila euro per favorire l'ospitalità ai convegnisti presenti a Trani in una tre giorni dal titolo “I giovani studiosi e la storia del diritto: itinerari di una ricerca”.
Il convegno è stato organizzato dalla professoressa Claudia Storti, docente ordinario di storia del diritto medievale e moderno presso l’Università statale di Milano, presidente della Società italiana di storia del diritto.
Ma solo oggi, a distanza di tre mesi da quella notizia, da noi data con l'aggiunta della menzione della presenza, all'interno del Consiglio della Società italiana di storia del diritto, di uno stimato professore universitario tranese, Andrea Lovato, già assessore alla cultura e presidente della Commissione toponomastica, è Raimondo Lima, capogruppo di Fratelli d'Italia - An nel consiglio comunale di Trani, a sollevare una polemica.
Infatti, Lima fa notare che, dei 2mila euro, 400 sono stati spesi per un pranzo presso un rinomato ristorante cittadino (per una spesa di 40 euro per dieci convegnisti), e 1600 per un buffet per novanta persone.
A far sorridere il consigliere, le motivazioni con le quali il dirigente conferma l'assunzione dell'impegno di spesa: «Il cibo è fonte di vita e condividere il cibo con altri significa congiungersi per vivere in unione partecipativa al mondo [...]. Ma non vi vergognate? E i debiti di cui parlavate del passato? Almeno i soldi si spendevano per opere pubbliche e non per effimeri pranzi alla faccia di chi e' in fila ai servizi sociali».
La querelle è andata avanti con la risposta dell'Ufficio dell'area di gabinetto: «Il convegno, al di là della sua importanza, ha richiamato a Trani circa 150 partecipanti che hanno pernottato (a spese proprie) per due giorni in città con le immaginabili ricadute positive del caso. L’amministrazione ha contribuito all’ospitalità con una modesta somma, se si considera il numero complessivo delle persone: 1600 euro di contributo per una rinfresco per 90 persone (17 euro a persona) non appare essere una cifra “esagerata” e di cui “vergognarsi”, idem per il restante contributo di 400 euro per una cena di 10 persone (40 euro a persona), con la restante somma sostenuta da un privato. Tutte le restanti spese della trasferta (compresa una cena a cui hanno preso parte tutti gli ospiti) sono state interamente a carico dell’organizzazione».
E così Lima, poco dopo: «L'amministrazione tenta di sminuire quanto accaduto parlando di "modesta somma" impiegata. Il punto non sono i 2 mila euro ma la questione di principio. Bottaro e i suoi, in campagna elettorale e non solo, hanno dichiarato di aver trovato milioni di euro di debito e si permettono di sperperare danaro pubblico per un effimero pranzo a margine di un convegno, 100 mila euro e passa per il Natale, contributi a varie associazioni, etc. Chissà cosa ne pensa la Corte dei Conti. Lasciate stare le cifre. Erano spese necessarie? Sì o no? I debiti ci sono? Sì o no? Sono chiacchiere quelle che avete raccontato in campagna elettorale? Sì o no ? Ciò che vi raccomanda la Corte dei Conti l'avete letto? Sì o no?».
Federica G. Porcelli
(foto di repertorio)

