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Discarica, Trani a capo: «Inquina ancora, e si prelevano illecitamente soldi della post-gestione»

«Sulle discariche non c’è chiarezza, ad Andria come a Trani» ha detto il capogruppo del movimento Trani a capo, Aldo Procacci. «A Trani, il sindaco e l’assessore Di Gregorio fanno annunci da mesi, ma di concreto non si vede ancora nulla. E intanto l’impianto di contrada Puro Vecchio continua ad inquinare la nostra città».

«L’unica certezza», aggiunge Maria Grazia Cinquepalmi, consigliera del movimento, «è che stanno consentendo una cosa illegale, ossia il prelievo di soldi dal fondo post gestione per lo smaltimento del percolato. Questa cosa è gravissima, l’abbiamo denunciata alla Procura della Repubblica e al Ministero dell’Ambiente, che ha subito chiesto chiarimenti al Comune di Trani, già peraltro silente rispetto ad un’altra richiesta formulata un anno fa dallo stesso Ministero, sempre su nostra sollecitazione».

«Il fondo post gestione - spiega Antonio Procacci, portavoce del movimento - non si può toccare, se non in presenza di una polizza fideiussoria, che non c’è. Evidentemente non spaventati della denuncia penale fatta dall’ex commissario straordinario del Comune per un ammanco di 5 milioni di euro dal fondo post gestione, l’attuale amministratore di Amiu, con l’avvallo dell’amministrazione comunale, sta utilizzando quei fondi, che peraltro vogliono utilizzare anche per la messa in sicurezza e la bonifica della discarica. Una cosa che, seppure fosse autorizzata dall’Oga e dalla Regione, sarebbe illegale, in assenza di una polizza fideiussoria».

«È materia complicata - prosegue Aldo Procacci - ma i cittadini di Trani devono capire che quei soldi servono per mantenere la discarica nei 30 anni successivi alla chiusura definitiva dell’impianto, il post mortem. Se li usano ora, ne pagheremo le conseguenze in futuro. Dicono che è solo un anticipo, che quei soldi li recupereranno dai danni che saranno chiesti ai responsabili del disastro ambientale: e voi siete certi che qualcuno, alla fine, pagherà? Nonostante la grande fiducia nella giustizia, noi francamente non ne siamo affatto certi. Rischiamo quindi che al danno venga aggiunta la beffa. Noi non lo consentiremo e non smetteremo mai di ribadirlo».

«Il sindaco deve chiedere l’intervento del Ministero, facendo ricorso a quanto previsto dalla cosiddetta legge sulla Terra dei fuochi», spiega Maria Grazia Cinquepalmi. «È lo Stato che deve provvedere alla messa in sicurezza e alla bonifica della discarica, alla luce di un disastro ambientale accertato dalla magistratura. Sarà poi lo Stato, se verranno riconosciute le responsabilità, a farsi rimborsare. È una strada che abbiamo suggerito un anno fa, ma il sindaco è rimasto con le mani in mano per un anno e tuttora continua a muoversi su questa storia senza la giusta determinazione, di fatto contribuendo alla continuazione del disastro».


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