La giunta comunale vuole liberare i locali, attualmente occupati dall'archivio del municipio, in favore della Provincia di Barltta-Andria-Trani.
A tal fine, intende trasferirne i contenuti in altra sede. L'esecutivo ha, così, approvato un atto di indirizzo in cui si prevede un impegno di spesa, non superiore 20mila euro, per il trasferimento dell'archivio comunale, con una procedura ad evidenza pubblica, presso locali di soggetto terzo e/o comunali.
Nel progetto sono previsti i seguenti, ulteriori passaggi: redazione di un elenco di consistenza, da sottoporre alla Soprintendenza archivistica della Regione Puglia; scarto d'archivio; catalogazione del materiale non soggetto a scarto; locazione archivio. Il servizio di trasferimento e catalogazione e riordino durerà quattro mesi, e sarà da intendersi inclusivo dall'incarico di presentare un'istanza di autorizzazione al trasferimento al Soprintendente archivistico competente per territorio, ai sensi di legge.
Gli ambienti liberati saranno, in particolare, sede degli uffici della Provincia di Barletta Andria Trani, con compensazione del canone concessorio per le spese che si sosterranno per l'operazione di archiviazione e messa a norma degli ambienti. In altre parole, la Provincia lascerà le sedi distaccate di Trani, tuttora occupate in via De Gemmis e via Tasselgardo, trasferendosi nell'immobile del Comune. In tal modo assicurerà un fitto attivo al Comune di Trani e ridurrà, a sua volta, le spese per i canoni di locazione in favore di privati che, tuttora, sta corrispondendo.
Peraltro, «il Comune è tenuto a individuare nell'archivio - una funzione essenziale per garantire la certezza, semplificazione e trasparenza dell'agire amministrativo - si legge in delibera -, il reperimento di informazioni affidabili sotto il profilo giuridico, la tutela della memoria storica dell'ente ed il diritto di tutti i cittadini all'accesso alle informazioni e sviluppo della conoscenza. Tuttavia - si dà atto nel provvedimento -, l'attuale archivio di Palazzo di città ingombra notevolmente spazi che potrebbero essere destinati ad altre finalità istituzionali, d i documenti presenti non risultano essere stati oggetto negli ultimi anni di operazioni di scarto d'archivio e catalogazione e la presenza di questo carico cartaceo costituisce, comunque, una difficoltà operativa e logistica per l'intera struttura comunale».
A detta dell'esecutivo, inoltre, «i locali sono ormai inadeguati e necessitano di lavori di ristrutturazione e messa a norma di non breve durata e, nel frattempo, l'ente non dispone di spazi in cui collocare tutto il materiale documentale suddetto». Non da ultimo, «la gestione delle attività inerenti l'archivio di deposito richiede competenze e professionalità che il Comune, anche in relazione al quadro relativo alle dotazioni organiche degli enti locali, non può garantire al meglio: anche per tale motivo, l'affidamento a terzi rappresenta, allo stato delle cose, la forma più corrispondente ai criteri di funzionalità ed economicità di tale tipologia di servizio».



