È finito nelle aule di giustizia, e potrebbe diventare un debito fuori bilancio, il caso del rifacimento del parco giochi della villa comunale, in particolare attraverso la posa di un nuovo prato inglese.
Infatti, il Tribunale di Trani ha ingiunto al Comune il pagamento di 31mila euro in favore della Service gold global, la cooperativa che eseguì i lavori, difesa dagli avvocati Vincenzo Angelillo e Paolo Tortosa, accogliendo il ricorso con cui la società ingiungeva all'amministrazione il pagamento di quella somma a titolo di saldo di una fattura presentata il 18 maggio 2016.
La cooperativa ha certificato di avere realizzato la fornitura e posa in opera di 3000 metri quadrati di prato, e relativa integrazione, presso il parco giochi della villa comunale, sulla base di una determinazione dirigenziale del 12 agosto 2014 e di una nota del 3 giugno di quello stesso anno, a firma del dirigente dell'epoca dell'Area urbanistica, Michele Stasi.
La determinazione oggetto del contendere impegnava una spesa di 35.750 euro per l'effettuazione di lavori su un'area di 1600 metri quadrati, mentre la restante parte, di 1400 sarebbe stata individuata successivamente nell'ambito delle risorse disponibili.
Il dirigente rilevava che «nella zona del parco giochi insistono sei aiuole, di cui una di grandi dimensioni e, le restanti, di medie dimensioni ed in completo stato di abbandono, per una superficie totale di 3000 metri quadrati».
L'intervento prevedeva, inoltre, 600 metri quadrati di terreno vegetale, l'allaccio idrico per un impianto di irrigazione e la realizzazione dello stesso impianto di irrigazione, regolarmente forniti.
Il Comune di Trani, attraverso il responsabile dell'Ufficio legale, Michele Capurso, ha determinato di resistere in giudizio proponendo opposizione al decreto ingiuntivo, per fare valere tutti gli elementi difensivi nell'interesse dell'ente.
L'obiettivo è dimostrare che la restante parte dei lavori non sarebbe mai stata autorizzata in alcuna determinazione dirigenziale, dunque non avrebbe avuto copertura di spesa.
Invece la società, attraverso i legali, richiama una nota del 3 giugno che potrebbe essere stata la chiave per cui il Tribunale, in primo grado, ha condannato il Comune al pagamento della somma richiesta.
Complessivamente, dunque il parco giochi della villa comunale è costato oltre 65mila euro, una spesa che, peraltro non ha sortito completamente gli effetti sperati in fatto di resistenza e durata del manto erboso alle sollecitazioni.
Ma è anche vero che lo stesso fu calpestato troppo presto, probabilmente per la necessità di inaugurarlo (il 16 giugno 2014), rispetto ai tempi tecnici che erano stati disposti, utili al consolidamento dell'opera realizzata.
Non è un caso che, da lì a poco fu necessario chiudere il parco agli utenti, per nuovi interventi urgenti.
Adesso, però, il vero problema è il profilarsi di un debito fuori bilancio, dovuto ad un impegno di spesa certo e, ad un altro, che ormai è un giallo.

