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Monitoraggio dell'aria alla Beltrani, dall'Arpa dati nella norma. Un solo sforamento di polveri sottili

Sono stati resi noti oggi i dati di rilevazione dell’aria e la presenza di Pm10, azoto, ozono, benzene, monossido di carbonio, nella zona della scuola “Beltrani”, periodicamente raccolti da tecnici dell’Arpa grazie ad una centralina attivata a partire da novembre 2016.

Il particolato sospeso è costituito dall’insieme di tutto il materiale non gassoso, solido, presente in sospensione nell’aria. La natura delle particelle di cui è composto è varia: ne fanno parte sia le polveri sospese, materiale di tipo organico disperso dai vegetali (pollini o frammenti di piante), materiale di tipo inorganico prodotto da agenti naturali come vento e pioggia, oppure prodotto dall’erosione del suolo o dei manufatti. Nelle aree di tipo urbano il materiale particolato può invece avere origine dall’usura dell’asfalto o dei pneumatici e dalle emissioni di scarico degli autoveicoli. Con il termine Pm10 viene definita la frazione totale di particelle aventi diametro aerodinamico inferiore a 10 microgrammi. Nelle rilevazioni presso la scuola “Beltrani”, si è registrato un unico superamento del limite giornaliero di 50 microgrammi al metro cubo (nel periodo compreso tra il 26 gennaio ed il 2 febbraio 2017). La concentrazione media dei dati validi di Pm10 durante il periodo di monitoraggio è stata pari a 22 microgrammi al metro cubo, inferiore (da calcolare su base annuale) di 40 microgrammi al metro cubo.

Gli ossidi di azoto sono generati nei processi di combustione. Tra tutti, il biossido di azoto (No2), è da ritenersi il più pericoloso perché costituisce il precursore di una serie di reazioni di tipo fotochimico che portano alla formazione del cosiddetto “smog fotochimico”. Non ci sono stati superamenti del limite orario di concentrazione. La concentrazione media dei dati validi di No2 durante il periodo di monitoraggio è stata di 24 microgrammi al metro cubo, inferiore al limite (da calcolare su base annuale) di 40 microgrammi al metro cubo.

A causa di possibili impatti sulla salute umana, l’ozono è uno gli inquinanti di maggiore rilevanza. Esso non ha sorgenti dirette ma si forma all’interno di un ciclo di reazioni di tipo fotochimico che coinvolgono in particolare gli ossidi di azoto ed i composti organici volatili. La concentrazione in atmosfera dell’ozono, inoltre, risente dell’influenza di vari fattori quali, ad esempio, la persistenza di periodi di elevata insolazione, di alta temperatura, elevata pressione atmosferica. Il valore bersaglio per la protezione della salute umana è pari a 120 microgrammi al metro cubo. Durante il monitoraggio non c’è stato nessun superamento del limite e le concentrazioni si sono mantenute su livelli bassi.

Il benzene è un idrocarburo aromatico che, a temperatura ambiente, si presenta come un liquido incolore, dall’odore dolciastro. È una sostanza dall’accertato potere cancerogeno. Il D. Lgs 155/2010 fissa un valore limite di concentrazione annuo di 5 microgrammi al metro cubo. Durante il periodo di monitoraggio la concentrazione media è stata di 1 microgrammo al metro cubo.

Il monossido di carbonio è una sostanza gassosa che si forma per combustione incompleta di materiale organico, ad esempio nei motori degli autoveicoli e nei processi industriali. Il D. Lgs 155/2010 fissa un valore limite di concentrazione annuo di 10 microgrammi al metro cubo. Durante il periodo di monitoraggio la concentrazione massima è stata di 2 microgrammi al metro cubo.


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