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Trani, per l'omicidio Mastrodonato c'è un quarto fermato: Alessandro Brescia. Una passante viva per miracolo

Assemblando gli esiti di indagini diverse, estorsioni comprese, incrociando i dati e tracciando le conclusioni, lavorando insieme, nel giro di brevissimo tempo, l'omicidio di Antonio Mastrodonato ha i responsabili, come avevamo annunciato stamattina.

Nel corso di una conferenza stampa avvenuta stamani a Bari, emerge che oltre ad Alessandro Corda, Giulio Vitolano, Albi Duda, ci sarebbe un quarto responsabile, Alessandro Brescia. Brescia, come riferito dai magistrati, si era sottratto alla cattura, ma è stato intercettato a Bari, di ritorno dal Belgio. Adesso è in stato di fermo. La famiglia, a sua volta, precisa che «si è solamente allontanato in quanto non c'era nessun mandato di cattura. Quando la Ps ha comunicato che c'era una notifica, il sig. Brescia si è recato di sua spontanea volontà in Italia».

Così Drago: «Senza questa coincidenza di elementi, da fonti diverse, avremmo avuto difficoltà. Unendo le forze, abbiamo avuto successo». 

«Confermo, è gratificante ottenere un successo lavorando insieme, anche per la popolazione» ha aggiunto Giannella.

Giuseppe Maralfa, procuratore sostituto a Bari, ha ricostruito i fatti: «Non ci siamo accontentati della confessione di Vitolano, perché non ci ha convinto la dichiarazione nella parte in cui sosteneva che avesse agito da solo. Coordinando le immagini acquisite dalla Polizia, insieme alle intercettazioni fatte nella auto in uso a Corda, abbiamo potuto ricostruire la dinamica».

«Intorno alle 16.45 c’è stato un primo conflitto a fuoco, sotto i portici di via Superga, angolo via Parini, che ha visto fronteggiarsi Vitolano, lì portato in auto da Corda e da Duda (che guidava), e Mastrodonato e Brescia, anche se in merito alla posizione di Mastrodonato non è possibile dire se fosse armato o meno». 

«Questo primo conflitto a fuoco non ha avuto alcun esito: Vitolano ha inseguito Mastrodonato dai portici di via Superga al luogo in cui poi Mastrodonato è stato trovato morto, attinto da 5 colpi di arma da fuoco. Nel frattempo, Corda e Duda in auto si avvicinavano al luogo convenuto con Vitolano».

«Mentre Vitolano inseguiva Mastrodonato, almeno per 50-60 metri, a sua volta il Vitolano era inseguito da Brescia che aveva in pugno un’arma, che però si inceppava».

«Questo conflitto a fuoco trova il suo precedente, nell’immediato, nel pestaggio che era avvenuto la sera precedente nella sala scommesse che si trova poco distante dal luogo in cui Mastrodonato è stato ucciso: Mastrodonato aveva picchiato Corda e Vitolano ma la causa del pestaggio, secondo noi, sono da cercarsi nella necessità di affermare il dominio dello spaccio nella zona di via Superga – zona sant’Angelo». 

E per poco una donna non sarebbe diventata vittima innocente del primo conflitto a fuoco, come hanno mostrato i filmati delle telecamere: la donna, che spingeva un passeggino, passava causalmente da via Superga, come ha detto Annino Gargano, dirigente della Squadra mobile di Bari, e sarebbe potuta essere attinta anche da qualche proiettile di rimbalzo.


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